L’avvocato russo rifugiato sul lago di Como: «Sono nel mirino di Putin, aiutatemi a non morire»

Como Il 49enne scappato da Mosca tra le ville del Lario ha rilasciato un’intervista al Corriere: «Finirò come Navalny»

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«Potrei essere il prossimo nella lista di Putin; la lista di quelli da far fuori, in Russia come in giro per l’Europa»: inizia così il racconto di un avvocato russo di 49 anni, protetto dall’anonimato, attualmente sul lago di Como. Intervistato dal giornalista Andrea Galli sull’edizione milanese del Corriere, l’uomo riferisce la sua forte preoccupazione per la sua incolumità.

Dopo aver lavorato per un quarto di secolo nel mondo dell’avvocatura russa, ora è lui ad essersi circondato di una squadra di legali per difenderlo: la paura è che le intimidazioni subite finora (tra cui l’omicidio progettato e poi annullato di un suo collaboratore) culminino in un arresto e in una morte in carcere come avvenuto nel 2024 all’attivista e dissidente russo Alexei Anatolievich Navalny.

L’avvocato russo racconta al Corriere di appoggiarsi sui connazionali proprietari di ville sul Lario e di voler chiedere protezione al presidente Meloni.

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