Le minacce online al sindaco di Como: «Sono stato io, chiedo scusa»

Il caso Aveva scritto sui social “infame, per te solo le lame”: il giostraio chiede scusa per le minacce a Rapinese

Il giostraio chiede scusa al sindaco per le minacce via Facebook.

Il primo cittadino Alessandro Rapinese in consiglio comunale lunedì sera ha spiegato di avere ricevuto messaggi via social assai poco piacevoli e di essere preoccupato per la sua famiglia. Commenti come “Infame, per te solo le lame” “Laverò altre ambulanze, ma prima o poi ti mando all’ospedale giuro”, sui quali anche la Digos ci ha voluto vedere più chiaro. Il tutto era riferito alla drastica riduzione del Luna Park di Muggiò decisa dal Comune, con l’appuntamento pasquale ormai a rischio.

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L’autore, il giostraio Sean Pelucchi, ora è pronto a chiedere scusa.

«Sono un esercente degli spettacoli viaggianti, un giostraio e sono l’autore dei commenti Facebook che sono stati citati dal sindaco – racconta Pelucchi – quelli contenenti le frasi minacciose. Riconosco di aver sbagliato totalmente e posso assicurare che è stato un comportamento irrazionale dettato dall’estrema rabbia e che non ho neanche mai pensato di dare seguito a quelle affermazioni. In quel momento alla luce delle decisioni del sindaco, vedendo negato il lavoro a 60 famiglie nonostante l’area sia completamente vuota, mi sono sentito umiliato e indifeso. Mi chiedevo che risposta dare ai miei figli di sette e tre anni i quali mi dicevano “Papà quando torniamo a Como?” “Papà tornerò nella stessa classe dello scorso anno?”». Nella richiesta di scuse Pelucchi elenca le difficoltà del lavoro itinerante e le poche certezze senza delle tappe fisse. «Quindi mi sono scappate quelle frasi che condanno assolutamente e che non pensavo – spiega ancora il giostraio - pertanto vorrei chiedere scusa al sindaco Alessandro Rapinese e alla sua famiglia. Ciò nonostante dentro di me sento ancora quel senso di ansia e angoscia non sapendo come rispondere alle domande di mio figlio. Ancora scusa».

Pelucchi dice di aver compiuto «una stupidaggine» in un «momento delicato». Resta la gravità di quanto riportato via social, quelle minacce sono a tutti gli effetti un reato perseguibile per legge. In particolare il commento “Infame, per te solo le lame” è ancora pubblicato, almeno fino a ieri pomeriggio, sulla pagina Facebook dell’emittente locale Espansione Tv a seguito di una diretta con il primo cittadino. Ci sono altri commenti poco piacevoli, quello però è certo il più censurabile.

Al sindaco intanto è arrivata la solidarietà di partiti ed enti, dal Pd a Svolta Civica, fino alla Cna del Lario e della Brianza che in una nota « esprime solidarietà al sindaco che nell’espletamento delle proprie funzioni di primo cittadino ha ricevuto minacce dirette alla propria persona e indirettamente alla sua famiglia». «E’ sempre legittimo - aggiunge - esprimere dissenso in uno Stato che tutela il diritto di parola e opinione, ma quando si travalicano certi limiti, allora la critica diventa intimidazione e come tale deve essere perseguita».

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