Le verità del comasco Schettini: «Voti in più a chi guarda i video? Tutto vero»

Il professore che ha reso la fisica uno show è finito nella bufera dopo un’intervista in cui diceva di “costringere” gli studenti a connettersi durante le lezioni

Como

Vincenzo Schettini, il professore nato a Como che ha reso la fisica uno show, nelle ultime settimane è finito nella bufera dopo un’intervista in cui diceva di “costringere” gli studenti a connettersi durante le lezioni. A sollevare la questione era stata la giornalista Grazia Sambruna, la quale con un articolo su “Mow” aveva criticato il suo metodo di insegnamento. Schettini alla trasmissione “Le Iene” ha risposto punto a punto alle accuse.

Costringere gli studenti a guardare i video

«Erano dei compiti a casa, che loro dovevano fare, però non c’era nessuna forma di costrizione», ha affermato il professore. «Cioè, era un modo per dire “fate i compiti”. Come far lavorare il ragazzo? Esiste la libertà di insegnamento».

Alcuni hanno interpretato questo suo “costringere” come una strategia per aumentare il numero di follower del suo canale. «Un video, per andare virale, ha bisogno di decine, centinaia di migliaia di interazioni. Ma questo io lo so oggi. In quel momento era uno sperimentare», ha risposto.

Voti in più a chi segue il canale

La giornalista Grazia Sambruna ha denunciato inoltre che gli studenti dovevano seguire le dirette del prof perché “avrebbero ricevuto un voto in più alla prossima interrogazione”. Ma questa storia dei voti in più è vera?

«Certo che è vera, è libertà didattica – ha replicato Schettini -. L’incentivo, il premio, era voluto affinché loro studiassero. Era fare un dopo scuola ai miei ragazzi senza chiedere una lira di dopo scuola. Ma che c’è di sbagliato in questo?».

Il docente ha proseguito: «Io ero e sono orgoglioso, entusiasta di aver dato il la a un nuovo modo di raccontare la lezione, anche attraverso la classe. Un docente a scuola non è un docente di materia, è un prof che ti deve anche far venire il desiderio di dire: e se io un domani dovessi diventare un content crator di contenuti di cultura e non di fesserie?».

La monetizzazione

Col tempo, le lezioni di Schettini hanno iniziato ad avere molto successo, e da qui parte la terza accusa, legata alla monetizzazione. «Mi fa pensare che sì, avesse molta voglia di insegnare, ma soprattutto che i suoi video ingranassero per bene, sfruttando gli studenti», ricevendo dalle visualizzazioni un compenso, ha affermato Grazia Sambruna.

Sul punto il professore è stato chiaro: «In quegli anni io o non monetizzavo o monetizzavo una cifra ridicola». Il giornalista de “Le Iene” Daniele Bonistalli ha specificato che sono stati analizzati i dati del canale YouTube del fisico e che i guadagni sono stati questi: nel 2016, per quasi 4mila visualizzazioni, zero euro; nel 2017, con 30mila visualizzazioni, 8,41 euro; nel 2018, con 181mila visualizzazioni, 174,81 euro.

Assenze a scuola

Bonistalli ha poi letto la dichiarazione di un ex alunno di Schettini, che ha rivelato che il prof “molto spesso mancava alle lezioni, venivano supplenti al suo posto”. Schettini ha replicato: «Erano le assenze che sono previste dal contratto della scuola. La scuola prevede dei permessi e ho sfruttato quelli, punto». In effetti, ha osservato il giornalista, dai documenti scolastici visionati da “Le Iene”, dal 2016 al 2025 non risulterebbero irregolarità: ci sono assenze per malattia, permessi per motivi personali e familiari, e permessi per corsi di formazione.

I video cancellati

Altra accusa: se tutto è stato fatto senza un secondo fine, perché sono spariti 104 video dal canale YouTube di Schettini? «Mi sono fatto prendere dal panico – ha ammesso il docente -. Hai presente quando c’è il vigile che alza la paletta e tu, anche se hai tutto apposto, ti prende un colpo? Mi è successo quello. Ho pensato che ci potesse essere modo per spegnere una parte della polemica. E sono proprio stato ingenuo, perché dovevo capirlo che un’ora dopo qualcuno se ne sarebbe accorto».

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