L’ex direttore di Csu sulla ricerca di un nuovo gestore per gli impianti sportivi di Como: «Fine di un’epoca, che dispiacere»

Como Il Comune ha deciso di cancellare lo storico accordo con la Como Servizi Urbani di cui Marco Benzoni è stato direttore dal 2006 al 2020. Rischiano il posto di lavoro una ventina di persone

Como

La Como Servizi Urbani l’ha vista nascere poiché era stato assunto proprio nel 1997 come dipendente per poi diventarne direttore dal 2006 al pensionamento nel 2020. Marco Benzoni nella storia di Csu è un’istituzione e, da quando ha lasciato il suo posto di direttore, ha sempre scelto di non intervenire con commenti o dichiarazioni. Fino ad adesso perché quanto sta per avvenire nella società comunale che, dal 1 luglio, non avrà più in gestione gli impianti sportivi (piscine Sinigaglia e di Casate, Palaghiaccio e centro sportivo di Sagnino) con l’incognita del posto di lavoro per i venti dipendenti (sui circa 50 totali) che operano nel ramo specifico, lo porta a usare parole come «dispiacere» e «preoccupazione».

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Benzoni spiega che quando nacque la società, durante il mandato del sindaco Alberto Botta e su spinta dell’allora assessore Nini Binda, «il primo impianto che ci venne affidato fu il centro di Casate, il Palaghiaccio e la piscina e successivamente arrivò la Sinigaglia quando finì la ristrutturazione e in ultimo Sagnino, dove abbiamo costruito la struttura al coperto». L’ex direttore aggiunge: «Non fa piacere dal punto di vista sentimentale il pensiero che gli impianti sportivi verranno affidati ad altri e soprattutto pensando ai dipendenti attuali, persone che hanno dato l’anima per Csu. Ci sono state tante volte difficoltà nel corso degli anni e nessuno si è mai tirato indietro e ha sempre dato il massimo. Proprio il personale è a mio avviso uno dei punti più spinosi e spero che l’amministrazione comunale sia molto attenta su questa cosa». Il secondo aspetto riguarda quello che succederà e, cioè, la pubblicazione di bandi di gara per individuare i nuovi gestori.

Il problema dei bandi

«Siamo già a marzo - commenta Benzoni - e bisogna costruire tre bandi, se non quattro, che sono molto complicati e quindi spero per tutti che a giugno ci sia la nuova gestione. Csu ha sempre privilegiato, per quanto possibile, l’aspetto sociale con prezzi bassi e garantendo attenzione alle società sportive e spero che queste cose non vadano disperse. Non posso che provare dispiacere, fermo restando ovviamente tutto il diritto dell’amministrazione comunale di agire come meglio ritiene, ma Csu per me è un pezzo di vita e sapere che tutto andrà in mano a chissà chi mi porta un po’ di amarezza. Abbiamo sempre avuto grande attenzione per gli utenti e gli aspetti sociali e tenuto aperti gli impianti anche in orari non remunerativi proprio perché utenze particolari lo richiedevano». Benzoni parla anche di momenti complicati nei suoi anni in Csu: «Gli impianti sportivi sono economicamente in perdita e c’era il problema di far quadrare il bilancio facendo anche tutto il necessario per le manutenzioni, ma ce l’abbiamo sempre fatta».

Le posizioni dei politici

Sulla decisione del sindaco Alessandro Rapinese di procedere con bandi esterni dopo aver concesso una proroga fino al prossimo 30 giugno a Csu ci sono state nei giorni scorsi dure prese di posizione da parte dell’opposizione.

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Da FdI al Pd viene evidenziato come «si tratta di una scelta politica poiché sarebbe possibile continuare ad affidare a Csu, società interamente di proprietà comunale, la gestione». Bisognerà ora capire con quali tempi verranno pubblicati i bandi, che caratteristiche avranno e come si chiuderanno le procedure. La corsa contro in tempo, soprattutto per Casate che ha anche solarium e piscine esterne, non sarà semplice.

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