L’ex Uli di via Pessina a Como verso la riapertura al pubblico

A settembre è atteso il completamento dell’importante riqualificazione con tanto di successiva cerimonia pubblica, proprio in tempo per la conclusione del mandato dei vertici dell’Ats Insubria fissato a fine anno

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Como

L’ex Uli (Unione fascista dei lavoratori dell’industria) riaperto al pubblico, in un percorso all’insegna del razionalismo. Durante il precedente mandato, superata da poco la pandemia, l’Ats meditava di lasciare la bella sede centrale di via Pessina, disegnata da Cattaneo e Lingeri. Colpa di alcune presunte carenze strutturali, manutenzioni e opere che si sono fatte attendere per anni. Dopo diversi approfondimenti e studi invece nel 2024 la direzione, d’accordo con la soprintendenza, ha avviato un mini cantiere di prova per valutare in particolare lo stato di salute delle facciate. Quindi a marzo 2025 il cantiere da 850mila euro per dare stabilità e futuro all’edificio vincolato, circa sei mesi di crono programma che si sono non di poco allungati, complici alcuni distaccamenti e più ostacoli trovati lungo il percorso. Ora operai e ditta stanno ultimando i ritocchi finali chiesti per finire i cordoli e sostituire le tapparelle.

A settembre quindi è atteso il completamento dell’importante riqualificazione con tanto di successiva cerimonia pubblica, proprio in tempo per la conclusione del mandato dei vertici dell’Ats Insubria fissato a fine anno. Il direttore generale dell’agenzia per la tutela della salute Salvatore Gioia ha già spiegato che sta stringendo con il Politecnico un accordo di massima per aprire le porte del palazzo razionalista a cittadini e visitatori, «l’università ci ha proposto di far diventare l’ex Uli insieme a palazzo Terragni un edificio d’interesse con visite guidate per mostrare questo gioiello dell’architettura ai tanti appassionati». Una idea in passato già ventilata e mai concretizzata.

«Tanti nostri edifici di pregio nel tempo, complice lo scarso uso e le poche manutenzioni, hanno perso smalto e visibilità - commenta Paolo Molteni, presidente dell’Ordine degli architetti di Como – con il rischio di venire abbandonati. Dunque ben vengano investimenti per consolidare e riqualificare questi gioielli. L’ex Uli fa parte di un percorso razionalista prezioso, che arriva fino alla più famosa Casa del Fascio che, lo si voglia o meno, ha già una sua funzione. E’ significativo però riscoprire altri palazzi meno noti, ma altrettanto importanti architettonicamente». Un museo del razionalismo, un percorso dal Novocomum, uno spazio aperto dedicato all’architettura, in tanti anni la città ha discusso molti progetti sul razionalismo, quasi sempre andati a vuoto. «Io penso che l’asilo Sant’Elia potrebbe unire tutti questi luoghi – dice Molteni – detto che restituire agli alunni quel tesoro sarebbe la soluzione più auspicabile, se non fosse davvero possibile, senza far passare altri anni, io credo che il Sant’Elia potrebbe essere perfetto per dare risalto a tutti i nostri palazzi in stile razionalista».

Oltre a via Pessina a Como all’Ats restano anche gli spazi in via Castelnuovo, detto che sono pochi ormai i funzionari al lavoro nel San Martino. L’area serve piuttosto come parcheggi per il parco mezzi, in centro servirebbero spazi non immaginabili.

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