Lido di Villa Olmo, pioggia di critiche dall’opposizione

Dopo gli interventi di Nardone (FdI) e Gervasoni (Forza Italia) ecco la presa di posizione di Vittorio Nessi, consigliere di minoranza di Svolta Civica: «Come fa il sindaco a dire che il servizio non sarà interrotto? Come fa ad essere certo dell’esito di una gara pubblica? La trasformazione, sciagurata, della nostra città in un luogo a misura dei soli turisti è sotto gli occhi di tutti»

Como

Pioggia di critiche da parte dell’opposizione al sindaco di Como, Alessandro Rapinese, a proposito della decisione di chiudere l’affidamento del lido di Villa Olmo a Maurizio Locatelli che, dopo 44 anni, dovrà anche professionalmente ripartire daccapo.

Già ieri il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Alessandro Nardone aveva attaccato facendo notare che la risposta negativa è arrivata «a fine febbraio quando la stagione estiva dovrebbe essere già pianificata. Un atteggiamento discutibile sul piano amministrativo e inaccettabile su quello umano». E inoltre aveva aggiunto: «Il punto politico è ancora più chiaro: il contratto prevedeva la possibilità di prorogare la concessione fino a sei anni senza ricorrere immediatamente a una gara. Un’opzione pienamente legittima, che avrebbe garantito continuità gestionale e l’avvio regolare della stagione. Quella possibilità era sul tavolo del sindaco ed è stata scartata. Si è scelto invece di andare incontro ad una procedura di gara con tempi incerti, introducendo un’incognita concreta su una stagione ormai alle porte. Una decisione che espone la città a un salto nel buio, che peraltro Como ha già conosciuto durante l’amministrazione Lucini, quando la gestione fu sottratta ai gestori storici: il risultato fu il lido chiuso». Nardone ha chiesto «al sindaco di chiarire tempi, modalità e garanzie della nuova procedura e se esistano già interlocuzioni con soggetti privati per la futura gestione».

Il referente cittadino di Forza Italia Davide Gervasoni aveva invece parlato di «situazione preoccupante, compromessa e senza certezze che rischia di lasciare la città senza un servizio fondamentale proprio nel periodo più importante dell’anno».

E oggi è arrivata anche la protesta di Vittorio Nessi, consigliere di minoranza con Svolta Civica. «Perché interrompere una gestione eccellente di un bene comasco quando questa funziona perfettamente? Villa Olmo - scrive Nessi in una nota - era rimasto l’ultimo lido della città, gestito da comaschi, dopo che in molti si erano sentiti “sfrattati” da Villa Geno, a causa dell’impennata del costo dell’ingresso. Ora, senza motivare la sua decisione, il sindaco comunica l’interruzione della concessione esistente al Lido di Villa Olmo, quando potrebbe tranquillamente rinnovarla. Quali sono i motivi di questa scelta, visto che la struttura è stata sin qui egregiamente gestita, le tariffe di ingresso si sono mantenute a misura di cittadino (e non soltanto di turista) e il canone regolarmente versato al Comune non era certo irrisorio? Perché il sindaco dice che “non ci sarà interruzione del servizio”? Come fa a essere certo dell’esito di quello che dovrebbe essere l’esito di una gara pubblica? La trasformazione, sciagurata, della nostra città in un luogo a misura dei soli turisti è sotto gli occhi di tutti. E a farne le spese sono i cittadini comaschi”.

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