Lido di Villa Olmo, Rapinese attacca: «Su di me bugie, nessun dietrofront»

Il sindaco di Como: «Ho sempre detto che il servizio sarebbe stato garantito». Peccato che neppure il gestore lo avesse capito, tanto che stava preparando gli scatoloni per andarsene

Como

Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, non vuole sentire parlare di dietrofront a proposito del caso del Lido di Villa Olmo. Anzi, oggi ha pubblicato sul proprio sito web rapinesesindaco.com una nuova pagina, intitolata “Le bugie su Rapinese”, in cui contesta titoli e contenuti degli articoli apparsi sul nostro quotidiano cartaceo e digitale e su questo sito web.

Come noto, il gestore del Lido di Villa Olmo, Alessandro Locatelli, ha ricevuto una Pec dal Comune di Como, a fine febbraio, in cui gli veniva comunicato che non ci sarebbe stato il rinnovo della concessione per la gestione della struttura, neppure per la stagione che sta per iniziare. Per questo motivo, Locatelli aveva iniziato predisporre tutto per lasciare il lido.

Solo pochi giorni prima, in diretta su Etv, il sindaco Alessandro Rapinese, rispondendo a un telespettatore aveva dichiarato: «Non ci sarà alcuna interruzione di servizio, ci sono delle occupazioni senza titolo in corso ed evidentemente dovremo riorganizzare la gara perché il periodo concessorio è scaduto». E sul nostro sito web, lo stesso sindaco aveva commentato: «Il Lido è una proprietà pubblica condotta ininterrottamente da 44 anni dalla stessa persona. A Como, quando mi sono insediato, c’era una persona che gestiva il Natale da trent’anni, il Carducci era considerato una proprietà privata e potrei fare decine di esempi di beni pubblici considerati intoccabili da trasparenza e concorrenza. Con Rapinese - proseguiva il commento - questa storia è finita. Un bene alla volta normalizzerò la conduzione del patrimonio comasco. Se vuoi un immobile per tutta la vita non devi rivolgerti al Comune, devi trovartelo su immobiliare.it. Altrimenti devi ben sapere che, anche per la tua concessione, presto o tardi arriverà la fine».

Sulla base di queste dichiarazioni e della Pec ricevuta da Locatelli, si era diffusa la preoccupazione a proposito di un’effettiva apertura del Lido nella prossima estate. I tempi tecnici per una nuova gara, infatti, non ci sono.

Solo ieri, tuttavia, Alessandro Locatelli ha ricevuto una chiamata dal Comune con la quale gli veniva spiegato che, fino all’assegnazione della nuova gara, avrebbe potuto restare al lido.«Ho preso una piccola pausa di riflessione – ha spiegato il gestore al nostro quotidiano – e, dopo che il Comune mi ha ricontattato e ha chiarito meglio definendo che, nelle more della gara d’appalto si consente, per poter stare aperti, l’utilizzo senza titolo fino alla gara, ho comunicato che continuerò per quest’ultima stagione». Che sarà la numero 45.

Come minimo, quindi, c’è stato un difetto di comunicazione da parte dell’amministrazione. Ma, sulla pagina web citata, il sindaco scrive oggi: «Il quotidiano “La Provincia di Como”, invece di ammettere di avere toppato alla grande paventando un’estate senza lidi, ha ben pensato di accusare il Comune di Como di una cosa che non ha fatto.Il Comune di Como, contrariamente all’accusa, ha correttamente comunicato al titolare che la concessione era scaduta e, fin da subito, ha altresì garantito che, fino alla gara, avrebbe scongiurato l’interruzione del servizio». Il modo per scongiurare l’interruzione del servizio è quindi la prosecuzione, per questa stagione, dell’attuale gestione. Peccato che non lo avesse capito nessuno, neppure il gestore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA