Litigio social tra Rapinese e Quadri (Lega dei Ticinesi): «I suoi concittadini hanno un posto di lavoro grazie al Ticino»

Social Il botta e risposta su Facebook è partito dalla questione delle auto

Como

«“Quadri? Se mai dovesse venire a Como, gli consigli di venire in treno». Via social è andato in scena l’ennesimo frizzante botta e risposta tra il sindaco di Como Alessandro Rapinese e il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri. A chi chiedeva un commento al primo cittadino lariano sulla “caccia” alle auto con targhe azzurre, riconducibili cioè al nostro Paese, regolarmente immortalate da Quadri, il sindaco di Como ha risposto caldeggiando il treno come mezzo di trasporto per il consigliere, qualora decidesse di visitare il nostro capoluogo.

A monte di questo commento al vetriolo, c’è l’ennesimo post in cui partendo dalle (tante) auto con targhe ticinesi rimosse a capo, Lorenzo Quadri ha giocato per l’ennesima volta la carta della polemica legata agli oltre 78 mila frontalieri occupati in Ticino, circa 28 mila dei quali comaschi: «Il nostro amico Alessandro Rapinese, quello del carro attrezzi dedicato alle auto con targa “Ti”, non ci va leggero con le contumelie all’indirizzo dei ticinesi. Forse di tanto in tanto dovrebbe ricordarsi dei numerosi suoi concittadini (magari pure suoi elettori) che hanno un posto di lavoro grazie al Ticino», le parole di Lorenzo Quadri. Pronta la replica di Alessandro Rapinese, che ha fatto notare come il “caro vita” costringa un numero sempre maggiore di ticinesi «ad espatriare per comprare i grissini». «Altrimenti andreste a brucare», la chiosa del primo cittadino di Como.

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