L’opposizione replica alle parole del sindaco: «Da lui tante bugie»

Politica Il commento all’intervista del primo cittadino. «Si sente l’unico illuminato chiamato a dare dignità». «Pochi dirigenti? Per forza, gli altri se ne sono andati»

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La recente intervista rilasciata a La Provincia dal sindaco, Alessandro Rapinese, ha suscitato ampie reazioni tra le forze politiche di opposizione.

Il nodo delle opere pubbliche

Vittorio Nessi (capogruppo Svolta Civica), contesta il bilancio tracciato dal sindaco: «Non si sono mai viste tante frottole in una sola intervista. Le “prove obiettive” dei successi vedono in realtà Ticosa e Muggiò scomparsi dai radar, il Punto di Cottura con i lavori non partiti dopo quasi un anno e i Giardini Pubblici che dovevano essere pronti per febbraio 2025. Su Viale Geno non è stata detta una parola sui problemi di regolarità della procedura di affidamento senza gara, così come sono state dimenticate le segnalazioni di irregolarità da parte di Anac su partenariato Rugby e la chiusura da due anni della strada per Civiglio».

Sulle tempistiche dei cantieri si sofferma Alessandro Nardone (coordinatore cittadino di FdI): «Nell’intervista si è lasciato scappare una frase comica: “Altri sei anni e porterò questa città nel futuro”. Dopo quattro anni, evidentemente, non è ancora partito. Colpisce il modo in cui continua a parlare di Como e dei comaschi, come se fosse l’unico illuminato chiamato a “dare dignità” a una città che, a sentir lui, pare popolata da persone indegne. Ed è probabilmente proprio questa avversione a spiegare il suo atteggiamento profondamente anticomasco». Interviene anche Elena Negretti (capogruppo Lega): «Il sindaco ci spiega oggi che i consiglieri comunali “non hanno bisogno di visibilità”. Ha ragione su una cosa: non siamo qui per apparire. Siamo qui per fare il nostro lavoro che, a quanto pare, è esattamente ciò che disturba.

Un sindaco che si candida a “portare la città nel futuro” per altri sei anni, e che nel frattempo consiglia agli avversari di non presentarsi, farebbe bene a ricordare che in democrazia non si governa da soli. Il Consiglio comunale non è un ostacolo da tollerare: è la sede in cui i cittadini esercitano il diritto di partecipare alle decisioni pubbliche».

Il posizionamento politico

Dal centrodestra, anche Giordano Molteni (capogruppo Forza Italia), esprime un giudizio netto: «Le sue dichiarazioni che fanno acqua da ogni parte. Voglio solo evidenziare due aspetti. Si pone in alternativa al Pd, ma si sbaglia in maniera grossolana. Sappia che nelle ormai prossime elezioni il centrodestra prenderà una posizione forte e chiara, e non sarà, neanche lontanamente, Rapinese a rappresentare il centrodestra comasco».

Tariffe e partecipazione

Patrizia Lissi (capogruppo Pd), si sofferma sulle dinamiche interne al Comune e sui servizi: «Bisogna specificare che ha vinto al ballottaggio grazie ai voti dei partiti di destra. Quando dice che non ci dovrebbe essere nessuno degli altri candidati nasconde la paura della consapevolezza di non aver mantenuto le sue promesse elettorali. Il fatto che ci siano così pochi dirigenti costringe a chiedersi perché se ne siano andati in tanti. Inoltre, gli assessori attuali guadagnano più del doppio di prima e sono aumentati tutti i servizi, a partire dalla Tari. La sicurezza è diminuita, ed era il suo punto fondamentale. Dimostrare questa incompetenza è indice di chi ha paura e si giustifica dando sempre la colpa agli altri».

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