L’ospedale sfratta coppia di ottantenni: «Viviamo qui da 50 anni, dove andremo?»

La storia Romolo Casale e la moglie costretti a lasciare il loro appartamento di via Pannilani. Lui lavorava come tecnico all’ex Sant’Anna. La figlia: «Ho chiesto spiegazioni, ma risposte zero»

Una coppia di ultra ottantenni ha ricevuto lo sfratto dalla Asst Lariana. Lui, Romolo Casale, ha 87 anni ed è un ex dipendente dell’ospedale Sant’Anna, sua moglie Antonietta ne ha 86 ed è gravemente ammalata. A raccontare la loro storia è la figlia Antonella, a sua volta ex dipendente dell’azienda ospedaliera.

Conduttore di caldaie

«Mio padre ha lavorato una vita in ospedale, per questo abita in via Pannilani da 52 anni in una piccola abitazione di proprietà dell’ospedale – racconta la figlia– All’epoca la direzione del Sant’Anna offriva alloggi per avvicinare i lavoratori. Adesso a distanza di così tanto tempo è arrivato lo sfratto, senza alcun preavviso e senza nemmeno una spiegazione. Siccome anche io fino all’anno scorso ho lavorato come impiegata amministrativa all’Asst Lariana ho cercato una mediazione nei vari uffici. Non ho però ricevuto risposte». Lo sfratto è esecutivo entro fine anno, il contratto era in scadenza. Il signor Casale lavorava al vecchio ospedale come conduttore di caldaie, un tecnico che iniziava il primo turno alle quattro del mattino. L’appartamento di via Pannilani all’epoca l’aveva ristrutturato da solo. Adesso però non ha più la forza di un tempo e se non bastasse l’anagrafe, sua moglie si è anche ammalata. È, come si dice in ambiente sanitario, una paziente molto fragile.

«Ditemi voi dove dovrei andare - dice Casale – E soprattutto dove dovrei portare mia moglie a quasi novant’anni di età e nelle sue condizioni di salute. Ci mandano via dalla casa in cui abitiamo da più di mezzo secolo, una casa che ho rimesso in sesto io con le mie mani senza chiedere mai un centesimo e pagando sempre il dovuto. Mi sembra davvero poco umano».

Il caso è seguito dalla Cisl dei Laghi. «Alle nostre richieste l’Asst Lariana non ha ancora dato risposta – spiega Matteo Dominioni per il sindacato inquilini Sicet – come del resto ha fatto con la famiglia. In un momento storico delicato, con il tema del diritto all’abitazione sempre più incombente, colpisce che questo sfratto sia stato spedito a due anziani fragili. Ancor più che sia stato deciso da un ente pubblico come l’ospedale che dovrebbe prendersi cura delle persone».

In attesa di risposte

In via Pannilani 27 ci sono altre abitazioni un tempo destinate ad ex dipendenti che sono ormai vuote e sfitte. Dopo i decessi dei precedenti lavoratori le case non sono mai più state concesse date ad altri affittuari. Si tratta di case che hanno diversi problemi, anche di agibilità. Anche alcuni ex dipendenti dell’Asst Lariana hanno ricevuto lo sfratto, per esempio dalle abitazioni in via Teresa Rimoldi nella corte della Ca’ Merlata. Anche in questo caso si tratta di abitazioni fatiscenti, diverse ormai inagibili e vuote.

Ieri contattata l’Asst Lariana tramite i canali deputati alla comunicazione non è stato possibile ricevere una risposta. Risposta che però l’ex azienda ospedaliera dovrebbe fornire nella giornata di oggi.

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