Lungolago, così non va: terra e pozzanghere dopo 18 anni di lavori

La denuncia L’aiuola verso Sant’Agostino ancora incolta. Le segnalazioni si moltiplicano, ma non cambia mai nulla. Restano anche le incognite sul sistema antiesondazione

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È certamente uno, se non addirittura il passaggio pedonale più trafficato di tutta la città. Comaschi, turisti, lavoratori passano tutti o quasi dal semaforo di piazza Cavour tra l’ex bar Monti e la biglietteria della Navigazione. Ci sono visitatori in attesa di fare il ticket per il battello che restano a lungo in coda e, in ogni caso, quello spicchio di passeggiata a lago rappresenta in qualche modo il biglietto da visita della città turistica, perché è il punto di collegamento tra il centro storico e il lago. Eppure l’aiuola che da lì parte e arriva ininterrottamente fino a Sant’Agostino è nelle stesse attuali condizioni da ormai un anno: niente verde, solo terra e impianto di irrigazione a vista.

Dalla scorsa estate ad oggi nonostante le segnalazioni non è cambiato assolutamente nulla: niente verde, solo terra e impianto di irrigazione a vista. Quel tratto di passeggiata è stato riaperto nel 2024 nell’ambito del cantiere delle paratie che, quest’anno, ha compiuto 18 anni e lo sterrato, tra l’altro, quando piove si trasforma in pozzanghere di fango, sempre in pieno centro. La competenza è del Comune di Como, che si è occupato dell’ arredo urbano e delle piantumazioni. Anche dopo la sostituzione dei tigli nello scorso mese di ottobre con altrettanti esemplari più giovani la parte attigua è rimasta abbandonata nonostante sia nel punto più frequentato di tutta la passeggiata e nonostante le rassicurazioni di un intervento che erano arrivate dal sindaco Alessandro Rapinese e dall’assessore al Verde Chiara Bodero Maccabeo. Proprio Rapinese, rispondendo a un cittadino nei mesi scorsi aveva ricondotto al periodo invernale le mancate sistemazioni. Ma nemmeno la primavera è servita per fare qualcosa. Fra l’altro sul lungolago nella parte verso la strada fin dall’inizio erano stati posizionati degli arbusti sempreverdi resistenti a qualsiasi temperatura.

Il problema delle condizioni del verde c’è anche nella parte verso i giardini a lago: anche in quel tratto infatti non è mai stato fatto alcun intervento nelle aiuole lunghe dove ci sono i tigli e dove si vede, anche nelle parti più esposte al passaggio, solo terra brulla.

Il lungolago nel suo complesso ancora oggi, nonostante tutti gli anni di cantiere, presenta ancora problematiche. Irrisolto il nodo dei parapetti (che molti non vorrebbero più mettere, mentre altrettanti vorrebbero i timoni storici o comunque qualcosa di unico per Como) con quelli provvisori, sostituiti nei mesi scorsi, già piegati e rotti in più punti, soprattutto verso Sant’Agostino. Come pure è ancora un punto interrogativo la gestione delle idrovore e dell’opera antiesondazione. Nelle ultime settimane sono inoltre emersi i problemi legati alla pavimentazione in porfido che presenta cedimenti o rigonfiamenti in diversi punti: in questo caso Regione Lombardia ha già concordato con l’impresa esecutrice dei lavori un intervento di ripristino per la fine del mese.

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