(Foto di archivio)
La sentenza Accusato di molestie, confessa tutto alla madre delle vittime che lo registra. A confidare gli episodi è stata la più grande. La piccola, 9 anni, non è mai riuscita a parlarne
Lettura 2 min.Abusi sessuali su due delle sue tre figlie, minorenni (una ancora una bambina). Lei si improvvisa detective e riesce a far confessare il molestatore e trascinarlo così davanti al giudice. Dove l’uomo ha scelto la strada del patteggiamento, scongiurando il carcere (a patto che si curi).
Ammonta a due anni la pena per Vincenzo Grandi, 54 anni di Lurate Caccivio, accusato di violenza sessuale su due minorenni: una di neppure 10 anni all’epoca dei fatti, l’altra di cinque anni più grande. È stata proprio quest’ultima a trovare la forza e il coraggio di raccontare di quell’uomo che l’aveva molestata sessualmente. E a spingere sua madre ad affrontare il sospettato a muso duro. Riuscendo, mantenendo un incredibile sangue freddo, a raccogliere la sua confessione, le sue scuse e registrando pure le sue parole.
I fatti contestati risalgono auna manciata di anni fa e sono avvenuti a Como. Dove l’uomo aveva avuto alcune occasioni di incontro con le giovanissime vittime. Loro avevano 10 e 15 anni.
A scoprire gli abusi è stata la madre delle ragazzine. Quando, un giorno di fine estate, la più grande le ha riferito che la sua psicologa voleva parlarle. Ne è nato un lungo e toccante confronto tra madre e figlia, durante il quale quest’ultima ha trovato il coraggio di raccontare il motivo di quella richiesta di colloquio: alla terapista aveva confidato le molestie sessuali subite per mano del “signor Vincenzo”. La donna ha quindi provato a comprendere se anche le altre due figlie avessero subito abusi, scoprendo che era successo a una di loro: la più piccola. La quale, al contrario della sorella, non ha mai trovato il coraggio di raccontare a voce quanto accaduto. Lei ha scelto un altro metodo: la scrittura. Ha messo nero su bianco gli episodi subiti, tanto che quei bigliettini sono successivamente stati acquisiti dai detective della Squadra mobile e sono finiti nel fascicolo d’inchiesta.
Ma a far scattare l’indagine, e a rendere inevitabile l’ammissione delle proprie responsabilità da parte di Vincenzo Grandi, è stata la madre delle bambine. Che ha affrontato quell’uomo e gli ha fatto confessare le molestie. La donna ha avuto anche il sangue freddo di attivare il registratore e di consegnare agli inquirenti le parole che il molestatore ha usato per provare a scusarsi per quanto aveva fatto. Con quella registrazione - e assistita dagli avvocati Massimo Di Marco e Lino Davide Tiburzi - ha formalizzato una denuncia in Polizia.
Difeso dagli avvocati Sabrina Molteni e Paolo Camporini, a Grandi non è rimasto altro da fare se non provare a limitare i danni giudiziari. «Il giudice - le parole dell’avvocato Camporini - ha concesso le attenuanti generiche prevalenti sull’aggravante, vista l’incensuratezza, le problematiche di salute del nostro assistito, le modalità dei fatti di non particolare gravità, la presa di coscienza e la rielaborazione di quanto avvenuto, i percorsi di recupero intrapresi e proseguiti con successo, il corretto comportamento processuale. Inoltre l’imputato, prima del giudizio, ha risarcito i danni subiti dalle persone offese e dai loro genitori, anche relativamente alle spese di cura e terapia sostenute».
Il patteggiamento a due anni prevede anche la sospensione condizionale della pena, ma solo a patto che Grandi segua un percorso di recupero terapeutico di almeno un anno presso l’associazione InfraMente.
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