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Si cambia. Trecento i professionisti coinvolti, ciascuno svolgerà due, tre turni al mese. L’avvio a settembre. Maggiore copertura in città, difficoltà nell’Erbese e in Alto lago
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Sei ore in media al mese nelle case di comunità per 300 medici di famiglia comaschi a partire dal primo di settembre.
Siglato l’accordo a livello nazionale, partiti già in alcune strutture servizi e visite, i dottori di medicina generale si apprestano anche nel Comasco a fare turni e consulenze dentro alle case di comunità gestite dall’Asst Lariana. Nero su bianco l’accordo sono fino a sei ore a settimana.
«Che tradotto in media però sono due o tre turni da tre ore al mese - spiega Maurizio Morlotti, direttore socio sanitario dell’Asst Lariana - in base alle disponibilità dei medici, al quantitativo di assistiti, sono circa sei, sette ore al mese per ciascuno dei circa 300 medici comaschi. Abbiamo appena concluso le riunioni con tutte le reti dei medici nei vari distretti della provincia. Come noto la città è più coperta, perché possiamo contare su settanta medici di famiglia, altre aree invece sono più scoperte, dall’erbese all’alto lago. Noi però siamo soddisfatti, è un primo passo, una collaborazione importante che è già iniziata in sette case di comunità su undici e che a settembre andrà a regime».
Circa 450 ore di turno al mese in città coperte dalla medicina di base, 1.850 ore su tutte le case di comunità di tutta la provincia.
Secondo i vertici della Regione Lombardia è troppo poco, un contentino, sarebbe stato più utile far entrare davvero i medici di famiglia nelle file del sistema sanitario. Al contrario per i medici è l’ennesimo sforzo chiesto ai dottori, già oberati di pazienti e burocrazia, anche a Como i commenti dei camici bianchi non sono troppo soddisfatti. Il clima qui però non è così teso.
Olgiate Comasco, Cantù, Bellagio, queste sono alcune delle case di comunità che offrono già il consulto dei medici di famiglia, per singoli progetti. Mancano Porlezza, Mariano Comense, Menaggio e la casa di comunità di Como in via Napoleona, pronta ad accogliere i camici bianchi. Qui al terzo piano del monoblocco gli ambulatori sono nuovissimi, appena sistemati.
«Prevenzione, orientamento, informazione, vaccini, campagne per il periodo dell’influenza o dell’emergenza caldo - spiega Morlotti - sono tanti i compiti che possono essere assegnati e che però vanno meglio precisati in sede regionale. Come Asst ci teniamo a ringraziare Gianluigi Spata, il presidente dell’Ordine dei medici di Como, per aver con noi trovato un bel punto di incontro pronti alla collaborazione al netto delle lecite rivendicazioni sindacali».
«Siamo forti nel capoluogo, meno a Erba o in Val d’Intelvi, ma daremo il nostro contributo - conclude Spata - se caliamo i bisogni nelle singole realtà possiamo fare attività davvero utili ai cittadini. Con l’accordo regionale da settembre possiamo anche affinare servizi e compiti. Adesso un primo accordo è stato siglato, per forza, era necessario».
Bisognava salvare entro la scadenza del 30 giugno i fondi incassati tramite Pnrr per costruire e riqualificare le case di comunità.
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