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Sanità In servizio ce ne sono 294, ne servirebbero 460. Sempre più difficile contattarli e fissare appuntamenti. Va peggio fuori città, da Mariano Comense a Lomazzo
Como
A Como e provincia servirebbe il 35% in più dei medici di famiglia. L’ultima chiamata pubblicata dalla Regione per assumere medici di medicina generale, per ristabilire un corretto rapporto con il numero di pazienti da assistere, conta addirittura 169 ambulatori vuoti. In servizio oggi rimangono 293 medici di famiglia, quando dunque in teoria i camici bianchi dovrebbero essere più di 460. Si può comunque dire più ragionevolmente, per tenere testa in media a 1.500 pazienti sopra ai 14 anni, che in provincia mancano almeno una sessantina di medici.
In città, dove la situazione è molto migliore rispetto alla provincia, ci sono interi quartieri ormai sguarniti. La maggioranza dei camici bianchi non ha modo di accogliere altri pazienti, occorre al massimo chiedere una deroga, di fatto un favore. Cambiare il medico è complicato, ci sono posti solo in centro. Fatto un controllo negli ultimi giorni sono quasi sempre le stesse tre dottoresse che hanno spazi liberi vicino alle mura, c’è poi un medico zona lago che ha però ormai 72 anni, più due nuove dottoresse, di cui una in formazione, che hanno per fortuna preso servizio a Monte Olimpino, coprendo la fascia a nord del capoluogo altrimenti senza medici liberi. Ma a Breccia, Albate, Prestino, Rebbio, Camnago, Garzola Lora, Muggiò, Tavernola, la maggior parte della città non ha quasi mai medici disponibili. L’unica dottoressa in servizio nella casa di comunità di via Napoleona, dove i medici di famiglia proprio non vogliono mettere piede, se n’è di recente andata via. Per molti anziani pazienti attraversare mezza Como per fare una visita è un problema reale. E comunque anche in centro i medici più richiesti hanno più di 2mila assistiti cui tenere testa.
Peggio come detto succede in provincia. A Mariano Comense come a Lomazzo cambiare dottore, assicurano i pazienti, è «un terno al lotto». Così, testuali parole, spiegano anche dai centralini di scelta e revoca. I farmacisti raccontano che ogni giorno c’è la coda di anziani che domanda aiuto per cambiare medico online. Di tanto in tanto sul portale compare il nome di un medico gradito, che però spesso già il giorno dopo scompare perché esaurito. Gli assistiti fanno fatica a contattare telefonicamente molti curanti, solo pochi sono sempre disponibili tra cellulare e Whatsapp. In ristrette fasce orarie dagli ambulatori rispondono più frequentemente le segretarie, personale che comunque non può prescrivere ricette o dare consigli. Per molti è una vera caccia al dottore. Senza più le visite libere in ambulatorio, con l’appuntamento da prenotare, fare un controllo per tanti cittadini diventa una sofferenza.
E del resto i medici sono pochi e non tutti riescono a barcamenarsi tra mail, messaggi e chiamate. Nei prossimi tre anni un medico di famiglia comasco su quattro raggiungerà i 70 anni, maturando quindi i termini per la pensione. Già oggi ci sono zone disastrate, per esempio nell’erbese i medici che lavorano nell’ambito di Albavilla, Alserio, Alzate Brianza, Anzano del Parco e Orsenigo, hanno in carico, in media, 2.138 pazienti a testa.
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