«Monitoriamo le mafie, truffe e furti in casa
sono i reati più diffusi»

L’intervista Parla il questore di Como Filippo Ferri, in vista della festa della polizia in programma venerdì: «A Como ho trovato grande collaborazione da parte delle associazioni di categoria»

La nostra provincia maledice le truffe ai danni degli anziani e i furti in abitazione, principali preoccupazioni sul fronte della sicurezza. Ma attenzione anche alla criminalità organizzata: «Continuiamo a monitorare una situazione in movimento».

Venerdì prossimo la Polizia di Stato festeggia 174 anni e lo farà con una cerimonia al polo espositivo di Villa Erba, a Cernobbio. Un’occasione per chiedere al questore, Filippo Ferri, un bilancio di questo primo mese alla guida dei poliziotti comaschi.

«Un bilancio positivo - sottolinea - Ho trovato un bel ambiente. All’interno grazie a collaboratori validi, con una Questura molto organizzata, soprattutto grazie al mio predecessore e amico, Marco Calì. All’esterno, istituzioni molto collaborative, un prefetto eccezionale capace di far squadra, molto attento e presente».

E con la realtà comasca?

Ho trovato moltissima collaborazione da parte di tutti, a partire dalle associazioni di categoria. Ho trovato molte richieste di collaborazione: i comaschi sono abituati a interfacciarsi con noi in modo molto positivo e a segnalare, senza timori reverenziali, quanto succede. Al contrario di quanto avveniva a Monza, in questi primi mesi ho riscontrato maggiori problematiche più sulla provincia che sul capoluogo. Anche se immagino che, in primavera ed estate, con l’aumento dei turisti, possano crescere le problematiche di sicurezza anche in città.

Quale area della provincia dà più da lavorare?

Sicuramente il canturino.

A tal proposito, non possiamo non parlare del nuovo commissariato...

Stiamo cercando di accelerare al massimo le attività burocratiche, che non sono poche. Il locale è stato individuato nell’ex sede della Polizia locale. Una volta che avremo la registrazione definitiva alla Corte dei conti, penso potremo procedere velocemente. Il Comune di Cantù ci sta dando una grossa mano anche dal punto di vista finanziario, stanzierà a breve anche i fondi per le ristrutturazioni.

Su quali tipologie di reati bisogna maggiormente lavorare, qui sul territorio?

Sicuramente un problema che c’è, e che avevo riscontrato anche a Monza, le truffe agli anziani. Questo è un reato odioso e vedo che ci sono molte denunce. Poi furti in appartamento: soprattutto in provincia, anche in questo caso. Meno dentro la città. Questi sicuramente sono i reati che maggiormente ci fanno lavorare. Poi c’è un fenomeno più silente, ma non per questo meno presente e pressante: la criminalità organizzata.

Avete attività in corso, a livello investigativo, sulla presenza delle mafie in provincia?

Noi facciamo attività di monitoraggio continue. La Direzione distrettuale antimafia, poi, è il dominus della situazione. Per quanto riguarda le mie prerogative, come questore e quindi come misure di prevenzione, abbiamo diverse attività aperte e diverse richieste da fare ai competenti organi giudiziari.

Usciamo dal tema criminalità, e parliamo di ordine pubblico. Quando si cita questo tema si pensa subito allo stadio Sinigaglia, ma credo che non sia la vostra unica preoccupazione. O sbaglio?

No, assolutamente. Ad esempio abbiamo la questione della statale Regina.

Che con l’arrivo della bella stagione si presenta come bel grattacapo...

Da Pasqua abbiamo servizi tutti i giorni, perché chiaramente la situazione diventa sempre più critica. Anche in vista della ripresa dei lavori e l’aumento dei mezzi pesanti. La Polizia stradale sarà molto impegnata, in attesa di aprire in via definitiva il distaccamento di Sala Comacina.

Quando si parte?

Penso che in uno o due mesi dovremmo essere lì fissi. Nel frattempo il personale partirà dal Como, ovviamente con il contributo anche delle Polizie locali e dei Carabinieri. Ognuno, come sempre, farà la sua parte.

Stadio?

Ci impegna molto, anzi è l’impegno più importante che ho affrontato in questi tre mesi sul fronte ordine pubblico. Ma i servizi sono ben organizzati e ben oliati. Ovviamente anche noi auspichiamo che il Como vada in Champions, anche se sarà lavorò in più per noi. Ma sarà lavoro che faremo volentieri. Comunque, per fortuna, al momento il vero problema è solo sul fronte disagi e viabilità.

Sul fronte del tessuto sociale, cosa l’ha colpita maggiormente? Ha trovato possibili campanelli d’allarme?

Situazioni critiche non ne sono venute a galla. Nel Monzese c’erano più realtà produttive in crisi con possibili rischi sul fronte sociale. Sotto l’aspetto della tenuta economica, io mi sono raccomandato molto alle associazioni degli imprenditori di segnalare difficoltà che possa diventare critica, magari per l’accesso al credito, per problemi sui prestiti. Perché qui si insinua il rischio criminalità organizzata. Ho trovato sensibilità anche da parte loro.

Sul fronte immigrazione?

Devo fare un plauso all’ufficio stranieri. Non solo mantengono un trend incredibile sui rimpatri, ma hanno incrementato. L’efficienza che ho trovato mi ha stupito.

Infine, sui passaporti?

Darò rinforzi all’ufficio. I tempi di prenotazione si sono allungati, e vogliamo ridurli. Ma i comaschi stiano tranquilli: non abbiamo mai lasciato a casa nessuno.

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