Multate le guide comasche ma impunite quelle straniere

La denuncia L’ordinanza vieta gruppi turistici superiori a 25 persone, limite che non viene rispettato dagli accompagnatori esteri

«Le istituzioni ci hanno abbandonato». Inizia con questa sentenza amara lo sfogo di Roberta Caprani, presidente dell’associazione Guide e Accompagnatori di Como e Provincia. Capriani denuncia il paradosso delle regole: multate le guide locali, mentre quelle straniere non vengono sanzionate. Il cuore del problema è un’ordinanza che limita i gruppi a 25 persone. Un limite che le guide locali rispettano, a costo di raddoppiare il personale e i costi per le agenzie, ma che sembra non esistere per i grupponi.

«Non voglio fare polemica trovare soluzioni, sono solo molto demoralizzata per questa situazione. Abbiamo più volte provato a contattare le istituzioni via Pec, abbiamo parlato con il comandante della polizia locale, ma oggi siamo di nuovo al punto di partenza. Noi guide locali siamo penalizzate. Ci adeguiamo e rispettiamo le regole, ma quello che vediamo in giro è l’anarchia». Caprani ricorda un episodio emblematico: «Una mia collega è stata multata fuori dal Top Gourmet in Piazza Grimoldi. Aveva diviso un gruppo per rispettare l’ordinanza, era tutto dimostrabile via mail, c’erano due guide e un tour leader. I vigili l’hanno multata per assembramento. Con tutto l’abusivismo che c’è in giro, vanno a colpire chi sta lavorando con tutte le certificazioni? È assurdo».

Qualità degli accompagnatori

Il problema non sono solo i numeri, ma la qualità di chi accompagna i turisti. Spesso si tratta di accompagnatori dal paese d’origine del gruppo, che li seguono nelle varie mete del Tour, ignorando quindi le dinamiche locali. «Sono accompagnatori che girano e spiegano come se fossero guide. Questo non è possibile, eppure lo fanno». Secondo la presidente, il messaggio che passa all’esterno è pericoloso: «A Como puoi fare quello che vuoi. Basterebbe iniziare a multare l’abusivismo, la voce si spargerebbe e chi manda queste “guide non guide” con 70 persone ci penserebbe due volte».

Oggi le guide ufficiali sono dotate di un Qr Code per il riconoscimento immediato. «Fermare qualcuno è facilissimo: si inquadra il codice e si controlla sul sito ministeriale. Se non hai il Qr Code, le multe sono salatissime: 4mila o 5mila euro per la guida e 12mila per l’agenzia. Vogliamo “fare cassa” a Como? Facciamolo colpendo chi non ha i titoli, non chi segue le regole». Caprani sta preparando l’ennesima mail di sollecito alle autorità, un altro disperato allarme di chi vede la propria città e la propria professionalità calpestate dal disinteresse istituzionale.

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