Nel Comasco servono 104 medici. Ma si candidano solo in tredici
Sanità Chiusi i termini del concorso: pochi i dottori di famiglia, troppi invece i pediatri
Pochi medici di famiglia e troppi pediatri di libera scelta: ecco una conseguenza del calo demografico.
L’ultimo bando per coprire i vuoti rimasti negli ambulatori della medicina generale a Como e provincia contava in teoria 281 posti da assegnare. Di questi 104 per medici di famiglia, gli altri per le guardie mediche, detto che ormai le posizioni rientrano entrambe sotto la definizione di medico del ruolo unico.
Per rispondere ad un più realistico rapporto tra medici e popolazione residente, uno ogni 1.500, si può dire che alla nostra provincia basterebbero una cinquantina di nuovi medici di famiglia. Senza dobbiamo ricorrere agli ambulatori temporanei, alle sostituzioni, a una coperta sempre più corta da tirare.
Solo 13 candidature
Bene, chiusi i termini dell’ultimo concorso, hanno presentato la candidatura in tredici. Pochi, soprattutto perché diversi sono in realtà medici già in servizio, solo devono meglio definire la loro posizione, cambiare percorso, basti dire che sei dei candidati hanno più di 60 anni, gli under 35 sono solo due. La professione continua da diversi anni a non attirare nuove leve, il trend non si inverte, manca un ricambio generazionale. Di riforma della medicina territoriale si discute da tempo.
Di contro le candidature per gli ambiti dei pediatri di libera scelta sono state 19, così si legge nei documenti pubblicati dall’Asst Lariana. Solo che di ambulatori vuoti da riempire messo ce n’è uno solo, a servizio di diversi Comuni della provincia.
«Diciamo che negli ultimi anni il calo demografico ha influito – commenta Massimo Branca, pediatra e rappresentante sindacale per il territorio Comasco –; il numero di bambini da assistere per ciascun pediatra è diminuito, soprattutto in certe aree. Il bisogno di nuovi pediatri in provincia è molto calato. Resta la necessità di trovare specialisti interni agli ospedali per altre ragioni, forse più inerenti l’organizzazione del lavoro».
I numeri
In media un pediatra segue circa 900 bambini, i medici di famiglia invece hanno 1.700 pazienti in media, molti superano anche i 2mila assistiti, fino a record da 2.500. «I colleghi hanno in carico anche tanti pazienti cronici, fragili, molti anziani con bisogni ricorrenti, hanno carichi di lavoro diversi – dice Branca – e credo che per rendere meno pesante la professione dei medici di medicina generale che assistono gli adulti serva diminuire soprattutto gli oneri burocratici. Restano all’orizzonte le case di comunità dove concentrare le energie, già oggi tanti pazienti sono scoperti, non hanno un medico di riferimento. C’è bisogno di una riflessione. Il nostro mestiere invece è ancora molto attrattivo, è una posizione ambita, non abbiamo simili pressioni».
Dal 2019 a Como e provincia come conseguenza del calo delle nascite abbiamo perso più di 11mila under 14. Al contrario gli over 80 sono aumentati di circa 5mila unità. La bilancia demografica sta cambiando e anche a livello sanitario il sistema ha bisogno di calibrare nuove soluzioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA