Nel lago la “nursery” del persico. Per il ripopolamento 450 fascine
Lezzeno Pescato in calo: si è passati dalle 33 tonnellate del 2021 alle 23 di due anni dopo. I volontari della Fipsas creano un habitat sicuro per i pesci e un riparo per gli avannotti
Lezzeno
I volontari dell’Aps Como Fipsas, Associazione che conta circa 7 mila iscritti, hanno concluso la posa di 450 fascine in legno di nocciolo, giunte dal Piemonte, nelle acque antistanti Lezzeno.
Si tratta di un’antica pratica che permette di favorire la riproduzione del pesce persico, il “re” del nostro lago, la cui pesca è chiusa sino al 31 maggio. Le fascine rialzate dal fondale offrono un habitat sicuro al persico e nel contempo una svolta schiusi gli avannotti garantiscono un riparo efficace contro i predatori. Ogni anno, secondo quanto rimarcato dal presidente dell’Aps Como Fipsas (Associazione che riunisce pescatori sportivi e subacquei) Luigi Guglielmetti, in base anche agli obblighi in essere con Regione Lombardia, vengono posate a rotazione 2 mila fascine. E così quest’anno è toccato a Lezzeno, ultima tappa di un percorso virtuoso che va avanti ormai da venticinque anni.
I nastri di uova
Sulle fascine, calate vicino alla riva, i persici depongono i nastri di uova in quello che può essere considerato un incubatoio naturale. Nel contempo, vengono garantiti sempre dall’Aps Como Fipsas monitoraggi periodici, che consentono di verificare in tempo reale lo stato dell’arte.
Per quanto riguarda il pesce persico, assai ricercato anche sulle tavole, il dato del 2023 parla di poco meno di 23 tonnellate di pescato professionale contro le quasi 28 tonnellate del 2022 e addirittura le 33 tonnellate del 2021. Un calo evidente dunque, che impone contromisure efficaci.
In questo contesto, l’Aps Como Fipsas ha ancora una volta riaffermato il proprio ruolo di “sentinella” del lago. «Purtroppo ci troviamo di fronte a un paradosso evidente - rimarca Guglielmetti - Mi riferisco a inverni sempre meno freddi e poco ventosi, che rappresentano una minaccia per il rimescolamento naturale delle acque del lago. Ciò significa che negli anni i nutrienti sul fondo si compatteranno azzerando l’ossigeno disponibile. L’acqua pulitissima in superficie sarà però senza nutrienti. A farne le spese saranno anzitutto nobili specie come il lavarello, già provato da anni difficili».
Le dinamiche del pescato
Il presidente dell’Aps Como Fipsas, che ben conosce le dinamiche del pescato del nostro lago, fa notare che «il calo è evidente ed i primi a preoccuparsi di queste dinamiche dovrebbero essere i pescatori di professione, con cui il rapporto è diretto. Mi chiedo anche come la ristorazione non si stia ponendo qualche domanda, a fronte di una richiesta sempre più importante e di un calo dei numeri che inevitabilmente si farà negli anni più marcato».
«Noi facciamo il possibile per cercare di mantenere in equilibrio l’ecosistema del nostro lago - rimarca Guglielmetti - È chiaro però che ci sono tanti problemi che vanno affrontati e per quanto possibile risolti».
Tra i temi all’ordine del giorno figura anche l’espansione - incontrollata - dei cormorani, che stanno producendo danni all’ambiente, facendo razzia di tutto ciò che trovano sotto il pelo dell’acqua. Un tema che al momento la politica ha affrontato con operazioni di facciata in alcun modo utili alla causa.
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