Nelle case dei comaschi ci sono 80mila cani di 348 razze diverse

Rispetto all’anno precedente, l’equilibrio delle diverse taglie è rimasto invariato: sono più diffusi i cani medi e piccoli, i giganti sono una rarità, mentre crescono i cani nani. Uno su tre è bastardino, seguono i chihuahua

Como

Nelle case dei comaschi si contano più di 80mila cani di 348 razze diverse. Parlando con associazioni e operatori che lavorano con gli amici a quattro zampe, si scopre che in una provincia come la nostra si stanno consolidando due fenomeni quasi opposti.

Da un lato, ci sono famiglie e cittadini benestanti che acquistano cani e cuccioli di razza, in particolare di dimensioni molto piccole, per cifre assai ingenti. Si parla di migliaia di euro per cuccioli d’importazione, spesso in arrivo dall’est Europa o dal sud Italia. Verso questi cani, i padroni dimostrano un crescente affetto e attenzione, spendendo anche in attività e oggettistica dedicate. «In generale tutta la società mostra più cultura a proposito di ai cani per diversi motivi – dice Lucia Franchini, referente di Como Scodinzola – , compresa una più diffusa solitudine, il cane ha acquisito uno status. Non viene umanizzato, ma non viene nemmeno più considerato un accessorio. Le persone cercano di capire i bisogni dei cani e costruiscono con loro una relazione». Dall’altro lato invece cresce il numero di padroni di cani che vivono un disagio e che riversano problemi e possibili pericoli su di loro.

«È vero che in una parte della società è cresciuta la sensibilità verso i cani» dice Marco Marelli, responsabile per l’Enpa del canile della Valbasca. «L’altra faccia però sono i cani potenzialmente aggressivi che vengono abbandonati o finiscono da noi. Ormai la maggior parte della nostra utenza è composta da razze che si pensano essere pericolose: pitbull, dogo argentini, malinois. La gente insegue le mode, ma questi sono animali che hanno una grande forza e che devono essere gestiti con raziocinio, non come un’arma di difesa. Altrimenti si fanno correre a tutti un rischio. E, una volta arrivati al canile, difficilmente riescono a trovare una nuova sistemazione».

Dall’ultima rilevazione fatta a inizio 2026, rispetto al 2025, il numero complessivo dei cani censiti a Como e provincia all’interno dell’anagrafe canina è sceso, ma soltanto per un complessivo aggiornamento dei documenti più datati.

L’equilibrio delle diverse taglie è rimasto invariato: sono più diffusi i cani medi e piccoli, i giganti sono una rarità, mentre crescono i cani nani. Uno su tre è bastardino, seguono i chihuahua.

Barboni e barboncini scalzano dal podio i jack russel, quindi si confermano tra i più amati i pastori, non soltanto tedeschi, poi i setter e i labrador. Restano delle eccezioni i cani giganteschi come i leonberger, solo 30 e i cani dalmata non arrivano più a 101 i cani dalmata. Sono rilevanti le razze potenzialmente pericolose, in base alle linee dettate dalla Regione. Da segnalare comunque il vastissimo numero di razze diverse censite: 348 è il dato totale provinciale.

Si ricorda che questi sono i cani dotati di microchip, quindi regolarmente denunciati. A sentire i canili e le associazioni che lavorano con gli amici a quattro zampe però c’è ancora una quota di cani sprovvisti di microchip.

Un fatto che può generare problemi anche gravi ai padroni, in caso di scarsa sicurezza così come in caso di perdita, essendo poi più complicato rintracciare l’animale.

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