Non era sulle strisce, travolto: «Colpa anche dell’automobilista»
Lipomo I famigliari del dentista Cesare De Col, morto a Como, risarciti con mezzo milione. L’auto non aveva frenato
Lettura 1 min.Como
Anche un pedone «gravemente imprudente» non elimina la responsabilità del conducente, se quest’ultimo non dimostra di avere fatto davvero il possibile per evitare l’impatto. I giudici civili della Corte d’Appello di Milano ribaltano la sentenza dei colleghi di Como e concedono ai famigliari di Cesare De Col, il noto dentista morto nel gennaio 2018 in un incidente stradale avvenuto a Camerlata, un risarcimento da oltre mezzo milione di euro.
La vicenda
Era il 4 gennaio e De Col, 82 anni, residente a Lipomo, stava attraversando la via Badone per rientrare nello studio odontoiatrico del figlio Marco situato proprio dall’altra parte della strada. In quel momento la corsia di marcia che indirizza il traffico verso via Paoli diretta per la Napoleona era ferma per il semaforo e il dentista era passato tra le vetture senza accorgersi che sulle altre corsie che portano i veicoli verso via Paoli in direzione Milano stava sopraggiungendo un suv che lo ha travolto.
La responsabilità dell’incidente, secondo il giudice civile di Como, era sembrata del professionista. Ma a modificare drasticamente la sentenza di primo grado, che aveva escluso qualsivoglia responsabilità civile a carico dell’automobilista, è stato il video registrato dalle telecamere dell’Esselunga. Nelle immagini si vede il dentista che esce dal supermercato, raggiunge lo spartitraffico, resta fermo parecchi secondi; quindi si vede una Station Wagon che arresta per lasciarlo passare; lui attraversa la prima corsia, poi accelera e corre per evitare una Hyundai che sopraggiungeva.
La ricostruzione con i video
E qui arriva il punto: dal video non emerge alcun tentativo da parte dell’automobilista di frenare. Secondo il giudice di Como il pedone aveva tenuto una condotta «anomala e imprevedibile», per i giudici di appello per quando la condotta del dentista è comunque da considerarsi «gravemente imprudente» non era «anomala e imprevedibile». E di conseguenza imprudente è stato anche l’investitore che «non ha adottato tutte le cautele di guida esigibili in quella situazione». E dopotutto la Cassazione ha più volte ribadito che «l’accertamento del comportamento colposo del pedone investito dal veicolo non è tuttavia sufficiente per l’affermazione della sua esclusiva responsabilità».
Da qui la nuova sentenza che assegna sì al dottor De Col il 60% delle responsabilità per l’investimento, ma il restante 40% viene messo a carico dell’automobilista. Condannato (in solido con l’assicurazione) a risarcire 510mila euro.
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