Nuovo codice della strada: cambiano le regole su e-bike, documenti e multe

Riforma Non sarà più obbligatorio avere la patente con sè. Sotto la lente i veicoli con targa straniera che commettono violazioni. La riforma approvata dal Consiglio dei ministri dovrebbe entrare in vigore a gennaio 2028.

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Como

Monopattini elettrici vietati se intralciano i pedoni, obbligo di targhino e casco per le e-bike a propulsione: nella riforma del Codice della Strada appena promossa dal Consiglio dei Ministri c’è anche questo. Ma non solo, perchè i tanti cambiamenti che si apprestano ad arrivare lungo le strade italiane riorganizzeranno anche il sistema sanzionatorio: multe non più adeguate ogni due anni all’inflazione, e una finestra temporale dimezzata (da 90 a 45 giorni) per permettere ai Comuni di notificare i verbali nel caso di violazioni accertate da remoto tramite dispositivi come gli autovelox.

Stretta per chi viene sorpreso a guidare un veicolo non assicurato: in quel caso scatterà il divieto di circolazione a tempo indeterminato. Sarà invece permesso ai motociclisti in autostrada di percorrere la corsia di emergenza laddove si verifichino incidenti o rallentamenti.

E l’anticipo della patente B ai 17enni? Era stata inizialmente prevista, ma poi il ministro Matteo Salvini ha voluto eliminarla. Promossa invece la verifica telematica di patente e documenti di circolazione: non sarà più obbligatorio averli con sé.

Novità anche per le persone con disabilità: arriva infatti l’obbligo per i Comuni di aderire alla Piattaforma Unica Nazionale Informatica dei Contrassegni Unici. Una misura, spiega il ministro Alessandra Locatelli «necessaria per garantire ai cittadini con disabilità la possibilità di muoversi e viaggiare senza dover richiedere, ogni giorno e in ogni Comune, l’autorizzazione per il proprio mezzo di trasporto ad accedere alle Ztl».

Infine, si preannunciano regole più strette per chi guida veicoli con targa straniera. Prima di tutto, hanno l’obbligo di essere assicurati se circolano in Italia per più di 30 giorni. Poi, sulla questione delle sanzioni, nel caso in cui non si riuscisse poi a notificare il verbale all’estero, i dati del veicolo e della violazione verranno registrati in un archivio dedicato e, nei cinque anni seguenti, se il veicolo venisse fermato per un controllo, la sanzione dovrà essere immediatamente pagata dal conducente che si trova a bordo.

Si tratta però di una riforma, quindi ora dovrà seguire tutto l’iter legislativo e non entrerà in vigore fino a gennaio 2028.

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