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Salute. Asst Lariano ha già contattato duemila anziani in vista dell’arrivo di nuovi picchi. «Forniamo informazioni necessarie. Continueremo a chiamare, anche per semplici controlli»
Lettura 2 min.Emergenza caldo, l’Asst Lariana chiama a casa i pazienti a rischio. Sono già 2mila gli anziani super fragili contattati da infermieri e medici di via Napoleona, su un totali pari a 3.500 utenti da chiamare durante l’ennesima ondata di calore. Questa è una delle azioni chieste dalla Regione per evitare accessi impropri ai Pronto soccorso, uniti ai nuovi “cold spot” aperti da metà mese, ambulatori dove prima dell’urgenza è possibile recarsi senza ricetta per chiedere aiuto sempre a proposito di caldo. Per il momento gli accessi in questi ambulatori allestiti al terzo piano del monoblocco dell’ex Sant’Anna non sono ancora significativi.
«No, non c’è ancora grande adesione – dice Maurizio Morlotti, direttore socio sanitario dell’Asst Lariana – nemmeno nei fine settimana in assenza dei medici di famiglia. Il servizio però è appena partito, i cittadini forse hanno poca contezza e come in tutte le azioni di prevenzione c’è bisogno di tempo. Dunque intanto da questa settimana abbiamo cercato di avvicinare noi per primi i soggetti più esposti. Sulla base delle indicazioni fornite dall’Ats Insubria, stilato un elenco dei pazienti più fragili, stiamo chiamando dal cold spot a casa ciascuno. Su 3.500 pazienti abbiamo già intercettato 2mila persone, per fare domande circa lo stato di salute, i bisogni, facciamo una sorta di intervista fornendo ogni informazione necessaria, anche relativa ai nostri ambulatori. Continueremo a chiamare, anche fosse per un semplice controllo».
Sono 9mila i comaschi con più di tre patologie croniche diagnosticate, di questi 6.400 hanno più di 70 anni, i 3.500 selezionati dall’Ats hanno età e bisogni di cura che prestano il fianco all’ondata di calore. Non è un mistero che il tasso di mortalità correlato al caldo in questo ultimo mese è salito, come nella prima parte del mese le chiamate al 118 (fino al 20% in Lombardia) e gli ingresso in Pronto soccorso (fino al 10% al Sant’Anna), pure con numeri sotto controllo. Da questo mese nei reparti di emergenza urgenza i pazienti ricevono anche un codice calore, per ricevere sempre rispettando le urgenze assistenza relativa alle alte temperature.
Al cold spot di via Napoleona si può accedere senza ricetta, salendo in ascensore, medici e infermieri offrono consulti non in urgenza, proprio per evitare successivi scompensi e ricadute. Controlli, terapia, monitoraggio, una bottiglietta di acqua fresca in ambienti con l’aria condizionata, è un servizio di prevenzione per i più fragili.
Regione e Asst in parallelo hanno invitato anche i medici di medicina generale a «individuare i pazienti più fragili e a definire con loro modalità di monitoraggio e assistenza domiciliare». Non serve ai medici alcuna approvazione, anche riconoscendo un compenso aggiuntivo le visite a domicilio e le chiamate hanno una corsia preferenziale. «Nel limite del possibile cerco di visitare a casa sempre, indipendentemente dalle direttive e dai compensi, sulla base dei bisogni – spiega Federico Citella, medico di famiglia al lavoro in città – adesso però è vero c’è questa emergenza caldo per cui si chiede un sforzo sui controlli domiciliari. In genere al telefono è più difficile, ma ho una stretta cerchiamo di assistiti anziani che so essere sole che ogni tanto chiamo. Le richieste anche in questi giorni sono pressanti».
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