Opposizioni all’attacco del sindaco: «Il suo gradimento è crollato»

Il dibattito I numeri del Governance Poll commentati dai partiti: «Il fallimento del “modello super Rapinese”»

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La pubblicazione del “Governance Poll” 2026, il tradizionale censimento sul consenso dei sindaci realizzato da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, scuote Palazzo Cernezzi e accende il dibattito politico in vista delle elezioni del 2027. Per il sindaco, Alessandro Rapinese, la fotografia scattata dal quotidiano economico indica un trend in netta flessione: il suo gradimento si attesta al 51,5%. Un dato in calo del 3,9% rispetto al 55,4% ottenuto al ballottaggio di quattro anni fa, ma soprattutto in costante contrazione se paragonato alle rilevazioni del medesimo sondaggista negli anni precedenti, quando si attestava al 59% (2024) e al 56% (2025). Nella classifica nazionale, Rapinese scivola così al 62° posto su 92 sindaci di capoluogo di provincia.

Il primo cittadino ha però scelto di difendere il risultato sul proprio canale “RapiNews24”, ribaltando la lettura dei numeri: «Al ballottaggio avevo il 55,4% ma convergevano su di me i voti degli esclusi. Oggi, da solo, sono al 51,5%. Se fosse vero, sarei confermato senza neppure passare dal ballottaggio».

La replica delle opposizioni è stata immediata e corale, unita nel sottolineare la fine dell’effetto novità. Per Fratelli d’Italia, il presidente provinciale Stefano Molinari e il coordinatore cittadino Alessandro Nardone parlano di un verdetto che certifica una percezione ormai diffusa: «In due anni Rapinese è precipitato dal 12° al 62° posto. È il fallimento del “modello Rapinese”, un combinato disposto di arroganza, assenza di ascolto, conflitto permanente e isolamento istituzionale. Chi non condivide le sue decisioni viene insultato. La città è resa più difficile e costosa tra parcheggi cari, scuole chiuse e scontri con le categorie. Gli slogan hanno fatto i conti con i risultati».

Sulla stessa linea il segretario cittadino del Pd, Daniele Valsecchi, che smonta l’auto-narrazione del sindaco: «Questo non è un sondaggio elettorale, ma di gradimento. Finita la classica luna di miele, la fiducia dei cittadini è andata scemando a causa del calo dei servizi e dell’ascolto. Il parere dei comaschi è vicino al nostro: la gestione di questa città oggi non funziona e questo ci dà una grande responsabilità per costruire l’alternativa nel 2027».

Vittorio Nessi, capogruppo di Svolta Civica: «Rapinese è in caduta libera. Dal dodicesimo posto della classifica di gradimento nel 2024 è crollato al sessantaduesimo su 92 sindaci. La città ha finalmente capito che non si governa con le frottole».

Dalla coalizione di centrodestra arrivano anche gli affondi di Forza Italia e Lega.

Giordano Molteni (Forza Italia) osserva: «Al di là delle letture contrapposte, in prossimità della fine del mandato Rapinese si è rivelato un sindaco sempre più inadeguato a governare. La sentenza finale sarà legata al buon senso dei comaschi nelle urne».

Infine, Elena Negretti (Lega) conclude: «Rapinese perde oltre trenta posizioni, la direzione è la discesa. Il motivo lo sappiamo: uno stile di governo basato sullo scontro permanente, dove ogni critica diventa ostilità. Questo modello ha un costo, e comincia a vedersi nei numeri. Ai comaschi serve un’amministrazione che sappia ascoltare, includere, governare, senza fare di ogni giorno un campo di battaglia. Meno scontro, più confronto vero con questo Consiglio e con i suoi cittadini».

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