Organi del Duomo, restauro confermato. E c’è un benefattore anonimo con 30mila euro

Como I fondi dedicati ai cinque organi della cattedrale sono stati raccolti grazie a Fondazione Comasca

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Gli organi della Cattedrale, composti da 6.500 canne, saranno restaurati per fare in modo che l’orchestra sonora che sono in grado di creare possa tornare ad essere più “pulita” e performante.

Si è chiusa nelle ultime ore la speciale raccolta fondi promossa dal Duomo con la Fondazione della Comunità Comasca arrivando a raccogliere 38.500 euro sui 70mila previsti, pari cioè al 55% della somma totale, ma è già stato definito che la parte rimanente verrà comunque coperta e, quindi, l’intervento di restauro si farà. Nei mesi scorsi c’era stato un benefattore che, da solo, aveva donato in forma anonima la considerevole somma di 30mila euro, che da sola rappresenta la grande maggioranza del totale raccolto.

«Gli organi della cattedrale – aveva spiegato il maestro don Nicholas Negrini, responsabile diocesano della sezione Musica sacra e maestro di Cappella del Duomo, coadiuvato dal maestro di musica Lorenzo Pestuggia che è organista titolare e archivista – non sono solo quelli che si vedono, ma in totale sono cinque tra cui uno sopra la sacrestia dei canonici (quella di sinistra) e uno posizionato dietro all’altare del Crocifisso, che sono invisibili, ma si sentono.

Risalgono al 1932 ed erano stati realizzati dalla ditta Balbiani su progetto del maestro Luigi Picchi. Nelle casse seicentesche (collocate nella navata principale, ndr) trovano posto a sinistra il Grand’organo e a destra due corpi più piccoli, il positivo e il recitativo».

Quel progetto è stato definito a più riprese come “visionario” poiché all’avanguardia e in grado di rendere la Cattedrale di Como una delle più attrezzate d’Italia. Non solo. Il complesso ha anche la particolarità di essere “sopravvissuto” ai restauri che nella seconda metà dell’Ottocento. La prima testimonianza sull’organo della Cattedrale di Como risale al 1441 mentre dal 1625 al 1642 fu realizzata la cassa della navata di sinistra, nella struttura che ancora oggi si vede. Progressivamente gli organi sono arrivati ad essere cinque.

Da segnalare che nel 1887 Marco Enrico Bossi, organista e maestro di Cappella, promosse un radicale rifacimento di tutti i corpi sonori mentre al 1932 risale il complesso attuale che consente di far suonare tutto il repertorio musicale, dalle partiture antiche e quelle di inizio Novecento. Il restauro riguarderà le parti in pelle (tra cui i mantici) oltre a quelle elettriche ed elettroniche e non richiederà uno stop nell’utilizzo.

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