Oro confiscato al confine: ceduto all’asta per 1,2 milioni
I fatti risalgono a dieci anni fa. Gli indagati erano stati 28
Cp,p
E’ di un milione e 270 mila euro il “tesoretto” che verrà girato all’Erario e riconducibile a chili di oro che erano stati sequestrati dalla guardia di finanza in operazioni lungo il confine avvenute tra il 2015 e il 2017. E’ questo infatti l’esito finale dell’asta che si è tenuta la scorsa settimana all’Istituto vendite giudiziarie di Como e in cui erano confluiti otto lotti che avevano una base d’asta fissata in 986 mila euro. Il bilancio finale è quindi stato di circa 300 mila euro in più, con l’asta che è stata chiusa come detto ad un milione e 270 mila euro.
Procura
I fatti come detto risalgono ad un po’ di anni fa, a quando cioè le fiamme gialle, nell’ambito di una indagine della Procura di Como, avevano fermato un flusso notevole di oro che passava da una parte all’altra del Confine, portato da spalloni che erano poi tutti finiti sul registro degli indagati. L’indagine aveva dunque permesso di recuperare chili e chili di oro che sono stati messi all’asta. I lotti erano stati messi in fila, uno dopo l’altro, sul sito dell’Istituto di vendite giudiziarie che aveva catalogato l’oro in arrivo dall’ufficio Corpi di Reato del Tribunale. Tra le scelte possibili c’erano gioielli in oro come collane, anelli e medaglie, ma c’erano anche oggetti già puliti e pronti per la fusione, lingotti d’oro da due chili e mezzo e di un altro lingotto da addirittura tre chili e mezzo. Quest’ultimo, che tra i lotti era il più pregiato, partiva da solo come base d’asta da 368 mila euro. Ma all’asta c’erano anche lamine d’oro di varie dimensioni e tipologie, e molto altro fino ad arrivare ad un peso di oltre dieci chili di oro, che era stato precisamente quantificato in 10.696 grammi.
Come detto, l’oro che è stato messo in vendita arrivava dalle indagini che erano state portate avanti dalla guardia di finanza che aveva messo sotto la lente una presunta associazione per delinquere che era dedita a «condotte di riciclaggio e commercio non autorizzato di oro».
Riciclaggio
Nelle pagine della procura erano finiti 28 indagati, accusati a vario titolo di avere compiuto «numerose attività di riciclaggio di valuta e oro, con diversi soggetti coinvolti in modo stabile e incontri settimanali». Nel gruppo, aveva concluso sempre l’accusa, c’erano gli autisti che portavano valuta e oro da una parte all’altra del confine, ma c’erano anche intermediari che raccoglievano clienti e pure chi metteva a disposizione auto con doppi fondi. Il processo non aveva ottenuto gli esisti sperati con la gran parte degli indagati che erano stati assolti. Ma in Tribunale, all’ufficio dei Corpi di reato, erano comunque rimasti quei dieci e oltre chili di oro che la finanza aveva sequestrato e che come detto hanno ora portato nelle tasche dello Stato più di un milione e duecento mila euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA