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Sanità La richiesta dalla Svizzera e i concorsi in Asst fanno “fuggire” molti professionisti. I sindacati chiedono un incontro urgente con i vertici: «È necessario adeguare i contratti»
Lettura 1 min.Como
Mancano infermieri, in difficoltà alcuni reparti del Valduce.
Medici e pazienti segnalano i vuoti lasciati dai professionisti sanitari per alcuni servizi infermieristici interni all’ospedale cittadino. Per esempio la sala di emodinamica, costretta a fermarsi nel fine settimana in mancanza di infermieri preparati, alcune procedure angiografiche bloccate in ginecologia con una donna incinta senza infermieri specializzati, oppure ancora pazienti con infarto dirottati verso altri presidi con turni urgenza meglio coperti.
Il direttore sanitario Callisto Marco Bravi si affretta a dire che nel reparto maternità «tutto si è concluso felicemente», che «i pazienti sono tutti al sicuro anche per le procedure in emergenza» e che la carenza di infermieri «riflette una situazione purtroppo generale». Sostituita una infermiera andata in maternità non ci sono state particolari dimissioni, anche se i ripetuti concorsi aperti dall’Asst Lariana, l’ultimo è recente, drenano storicamente professionisti dal Valduce. È già capitato per esempio in Pronto soccorso, con uno spostamento in blocco verso il Sant’Anna. Per questo il Valduce riconosce agli infermieri una indennità, un bonus. «Non per tutti i bisogni di cura comunque sono necessarie certe procedure chirurgiche, a volte possiamo preferire alternative anche più efficaci – spiega il primario della Ginecologia Roberto Consonni – così abbiamo fatto anche con una partoriente negli scorsi giorni. Per la maternità inoltre ne casi più difficili collaboriamo molto bene con la Terapia intensiva neonatale del Sant’Anna. Poi, è un fatto, la carenza di infermieri c’è. Soprattutto per gli infermieri più specializzati, capaci di usare tecniche angiografiche, oppure appunto ferrati con l’emodinamica. Sono figure che non possono essere formate rapidamente, hanno bisogno di esperienza. Il problema temo sia anche se non anzitutto di natura economica, i nostri sanitari hanno stipendi bassi rispetto al resto d’Europa. E da noi la Svizzera è molto vicina».
«È vero, infatti la parte datoriale dovrebbe rinnovare un contratto nel privato accreditato fermo da otto anni – dice per i rappresentanti dei lavoratori Patrizia Bologna, referente interna della Uil – le associazioni di categoria nazionali però non si siedono al tavolo. Il Valduce offre un incentivo agli infermieri, sì, ma la concorrenza è forte, hanno bisogno di queste figure gli ospedali pubblici, come pure la vicina sanità svizzera». Ieri con urgenza i sindacati hanno chiesto un confronto con i vertici dell’ospedale.
Oltre confine la Svizzera calcola un fabbisogno crescente a proposito di infermieri nei prossimi anni. Nel pubblico a Como e provincia nell’ultimo lustro l’Asst Lariana ha aperto un gran numero di concorsi, uno sforzo che però non porta quasi mai a saturare i fabbisogni. Al contrario i bandi degli ospedali del centro sud Italia di recente calamitano centinaia di candidati, per ragioni legate al costo della vita nei luoghi d’origine. Insomma la carenza di personale, tema complesso, tocca anche i servizi sanitari che al contrario di altri settori è indispensabile per tutta la società.
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