(Foto di archivio)
Immobili L’ospedale prova a vendere i suoi gioielli e affida l’intera operazione a una società esterna. Si tratta di edifici di pregio, in molti casi decadenti
L’Asst Lariana prova a vendere qualche gioiello di famiglia, case, terreni e palazzi inutilizzati da anni entro il 2026 all’asta.
Questa settimana con quattro diversi atti l’ex azienda ospedaliera ha dato mandato ad altrettanti professionisti esterni di preparare tutte le carte bollate «occorrenti all’alienazione» di diversi beni immobili.
I primi pezzi pregiati che con ogni probabilità verranno venduti a fine 2026 sono su tutti palazzo Negretti, il bell’edificio d’epoca in via Vittorio Emanuele, un abitato ottocentesco chiuso da una dozzina di anni che prima ospitava negli appartamenti interni dipendenti e sanitari dell’Asst Lariana. La stima del valore del palazzo, demandato l’aggiornamento all’Agenzia delle Entrate, dovrebbe superare la precedente e più datata perizia che immaginava una base d’asta a 3,5 milioni di euro.
Lungo la stessa centralissima via al civico 46 l’Asst Lariana è proprietaria di un altro immobile, un altro caseggiato interessante da cedere è la darsena che si affaccia sul lago sotto alla Villa Del Grumello. Ma sono tantissimi i fabbricati, le abitazioni, i magazzini che fanno parte del patrimonio del Sant’Anna, tra Como e provincia esattamente 112. L’elenco calcola i soli beni considerati disponibili, al netto di un’altra sessantina di stabili inutilizzabili soprattutto perché destinati alle attività sanitarie. Da contare anche 265 terreni e appezzamenti sparsi in città e sul Lario, un altro tesoretto rilevante.
In città ci sono abitazioni dell’Asst più popolari in via Canturina, in via Bellinzona, non lontano in via Solari c’è una bella villa antica chiusa da decenni, in via Pannilani qualche anno fa non sono stati rinnovati i contratti a degli anziani affittuari salvo vedere gli appartamenti ancora vuoti. L’elenco dei beni in disuso, molti dei quali, anno dopo anno, diventano decadenti, è lungo. Per anni l’Asst Lariana ha atteso senza esito dalla Regione la creazione di una nuova società di scopo, per dare valore al patrimonio pubblico in capo agli enti sanitari. Passato tempo, cadute tegole e intonaci, il rischio è al contrario quello di vedere svilire il tesoretto posseduto dal Sant’Anna. Ecco perché l’attuale direzione strategica dell’Asst Lariana sta cercando ormai da un anno di arrivare a cedere qualche pezzo. Ci sarebbe anche da decidere il destino della Ca’ Merlata, la corte storica sopra a via Napoleona accanto a San Carpoforo che crollo dopo crollo ha diversi portici off limits, tolto qualche appartamento dove ancora abitano ex sanitari o loro diretti parenti. Come pure bisognerebbe decidere del futuro dell’edificio in via Cadorna, dietro la Croce Rossa, una palazzina importante e centrale rimasta mezza vuota a due passi dal Conservatorio Verdi e dalle mura cittadine.
Questi nuovi passi formali mossi ora dall’Asst Lariana seguono un accordo stretto con Principia, società di Milano prima nota come Arexpo, uno degli enti che hanno preso in mano l’eredità dell’Expo. Questo soggetto dovrebbe, in tutta la provincia, aiutare l’ex azienda ospedaliera a valorizzare il suo vasto patrimonio immobiliare pubblico, in larga parte non sfruttato. Tutto, attenzione, tranne il compendio dell’ex Sant’Anna e l’ex ospedale psichiatrico del San Martino. Due grandi aree cruciali che devono passare da un più complesso accordo con la Regione e gli enti coinvolti a suo tempo nella costruzione del nuovo ospedale di San Fermo della Battaglia.
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