Papa Leone invoca la tregua olimpica

Appello Ieri dopo l’Angelus l’invito del Santo Padre a rispettare l’antichissima usanza durante i momenti delle gare: «Auspico che quanti hanno a cuore la pace tra i popoli sappiano compiere gesti concreti di distensione e di dialogo»

Roma

«Queste grandi manifestazioni sportive costituiscono un forte messaggio di fratellanza e ravvivano la speranza in un mondo in pace. È questo anche il senso della tregua olimpica, antichissima usanza che accompagna lo svolgimento dei Giochi».

Papa Leone XIV, al termine del consueto Angelus domenicale, è tornato a parlare dei Giochi invernali ormai al via. Lo aveva già fatto venerdì scorso, in occasione della messa nella Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio di Bormio, con un telegramma della Segreteria di Stato letto durante la messa presieduta dal cardinale Oscar Cantoni. E lo ha fatto, appunto, anche ieri mattina, soffermandosi in particolare sulle prospettive di concordia e di riconciliazione.

Le parole

Da qui il nuovo appello - rivolto in primis a quanti detengono il potere politico - alla tregua olimpica. «Auspico che quanti hanno a cuore la pace tra i popoli, e sono posti in autorità, sappiano compiere in questa occasione gesti concreti di distensione e di dialogo», le parole di Prevost.

Tra l’altro, proprio ieri, come ha ricordato il Santo Padre, in Italia è stata celebrata la Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo. «Questa iniziativa è purtroppo tragicamente attuale: ogni giorno, infatti, si registrano vittime civili di azioni armate che violano apertamente la morale e il diritto. I morti e i feriti di ieri e di oggi saranno veramente onorati quando si metterà fine a questa intollerabile ingiustizia».

Il Pontefice ha poi ricordato alcune situazioni complesse a livello geopolitico. «Ho ricevuto con grande preoccupazione notizie circa un aumento delle tensioni tra Cuba e gli Stati Uniti d’America, due Paesi vicini», ha detto dopo la preghiera dell’Angelus. «Mi unisco al messaggio dei Vescovi cubani, invitando tutti i responsabili a promuovere un dialogo sincero ed efficace, per evitare la violenza e ogni azione che possa aumentare le sofferenze del caro popolo cubano. Che la Virgen de la Caridad del Cobre assista e protegga tutti i figli di quell’amata terra», la riflessione di Leone XIV.

Oltre alle parole del Papa, anche il Vangelo proclamato ieri può illuminare di senso la complessa situazione internazionale. Le Beatitudini del cosiddetto “Discorso della montagna”, infatti, «sono luci che il Signore accende nella penombra della storia, svelando il progetto di salvezza che il Padre realizza attraverso il Figlio, con la potenza dello Spirito Santo. Sul monte, Cristo consegna ai discepoli la legge nuova, quella scritta nei cuori, non più sulla pietra: è una legge che rinnova la nostra vita e la rende buona, anche quando al mondo sembra fallita e miserabile».

Come ha ricordato il Santo Padre, «solo Dio può chiamare davvero beati i poveri e gli afflitti, perché Egli è il sommo bene che a tutti si dona con amore infinito. Solo Dio può saziare chi cerca pace e giustizia, perché Egli è il giusto giudice del mondo, autore della pace eterna. Solo in Dio i miti, i misericordiosi e i puri di cuore trovano gioia, perché Egli è il compimento della loro attesa. Nella persecuzione, Dio è fonte di riscatto; nella menzogna, è àncora di verità. Perciò Gesù proclama: “Rallegratevi ed esultate!”».

Il messaggio

Il richiamo alle Beatitudini come «luci nella penombra della storia» fa il paio con l’appello, sempre di Leone XIV, rivolto alle comunità cristiane del vicariato di Bormio.

Come scritto nel telegramma di venerdì scorso, infatti, il Pontefice auspica che il Piccolo Tibet e la Magnifica Terra, pronti a dare il massimo in occasione delle gare a cinque cerchi, siano anche «segno luminoso della presenza di Cristo che chiama tutti alla fraternità», offrendo così «una generosa testimonianza cristiana».

Nel messaggio inviato al vescovo Cantoni, il Papa ha espresso «vivo apprezzamento per la fervida cooperazione a tale evento sportivo e auspica che esso sia occasione propizia per favorire i valori autentici dello sport: la lealtà, il rispetto, lo spirito di squadra e di sacrificio, come pure l’inclusione sociale e la gioia dell’incontro».

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