Parapetti, la nuova proposta. Ecco i timoni stilizzati in acciaio
Lungolago Nini Binda, già assessore, il cui nonno aveva realizzato le ringhiere originali, rilancia la versione moderna
Lettura 1 min.I parapetti storici erano stati realizzati nel 1899 dalla ditta comasca Bernasconi-Rossetti, ed erano stati posizionati in occasione del ridisegno del lungolago per l’Esposizione Voltiana che aveva portato innovazioni e costruzioni nel capoluogo. Una protezione storica, rimasta lì più di cento anni, e immortalata in migliaia di cartoline e fotografie e ancora presente nella zona tra il Tempio Voltiano e l’inizio della nuova passeggiata ai giardini a lago. Gli altri parapetti storici, che non coprivano tutta la fascia a lago, erano stati restaurati dal Comune di Como nella prima fase del progetto antiesondazione finanziato da Regione Lombardia. Quest’ultima, quando aveva ripreso in mano il cantiere subentrando direttamente all’amministrazione comunale, li aveva posizionati tra Sant’Agostino e piazza Cavour nella fase di riapertura provvisoria e poi, con il cantiere, sono stati accatastati in via definitiva nei magazzini comunali. Il sindaco Alessandro Rapinese aveva annunciato di volerli in parte riutilizzare in punti strategici del lungolago e dei giardini ma non sulla passeggiata in quanto non a norma, ma poi erano stati scelti normali dissuasori (ad esempio davanti al Terminus).
La proposta
Oggi Nini Binda, già assessore durante la giunta Botta e legato affettivamente a quei timoni poiché a realizzarli era stata l’azienda del nonno Ferruccio Bernasconi, rilancia su una versione diversa, in chiave moderna, ma che rappresenta «una visione che tenga insieme bellezza, identità e vivibilità». Ha fatto inserire una foto della sua idea (di qualche tempo fa, ma ora modificata per renderla “non scalabile”) nella passeggiata attuale. Si tratta di timoni stilizzati, in acciaio in modo che possano essere di impatto minimo e riflettere i colori dell’acqua e del paesaggio circostante e che siano in qualche modo “unici” per Como. Un tratto distintivo, insomma, come furono i parapetti del nonno. La sua proposta arriva dopo che la scorsa settimana aveva bocciato in modo netto («Potevano finire finalmente l’opera senza scegliere il brutto, hanno scelto il brutto per mancanza di stile e personalità») l’idea di Regione e Comune di mettere sul lungolago i parapetti a bacchetta con “nodi” che ci sono davanti a Villa Gallia e che hanno un motivo molto diffuso su cancelli, inferriate e ringhiere. Il suo è un modo per far vedere che si può fare qualcosa di diverso da «cancellate anonime».
Il tema parapetti, fra l’altro, continua a far discutere i comaschi tra chi non li vorrebbe più mettere e chi, adeguandosi al volere del sindaco che li pretende per motivi di sicurezza, chiede però che si faccia una scelta di qualità.
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