Cronaca / Como città
Mercoledì 21 Gennaio 2026
Parapetti sul lungolago: «Rivogliamo i vecchi timoni»
Le voci Davanti alle transenne, ecco i giudizi dei comaschi mentre ieri a Milano si discuteva sul futuro del lungolago
Si torna sempre dove si è stati bene, soprattutto quando si tratta di parapetti. Ieri, mentre a Milano si discuteva sul futuro del lungolago, i comaschi non lo hanno certo nascosto: devono tornare i timoni.
«Sono la storia della città, toglierli sarebbe un grande peccato» riferisce Manuela Belgeri, che avanza una proposta: «Si potrebbero riprendere i timoni in chiave più moderna, alternandoli a dei pannelli di vetro. Risalterebbero di più e renderebbero tutto più leggero».
Poco più in là, anche Diego Vitali ripensa nostalgico ai timoni: «Se sono stati tolti per un problema di altezza, si può mettere un basamento in cemento per alzarli». E nel caso in cui i pezzi non siano sufficienti, «ricostruiamoli in 3d, con il fior fiore di artigiani che abbiamo a Como». Del resto «anche a Lugano ci sono su i timoni. Mentre il modello che era stato proposto non va bene nemmeno per un balcone». Il riferimento di Vitali è ai prototipi della discordia, piombati in un martedì di maggio e bocciati in tempo zero da cittadini e personalità politiche.
In questi mesi di “cantiere permanente”, si è pensato anche alla soluzione che elimina il problema: non mettere nessun parapetto. Qualcuno ricorda che è già così a Venezia, sul lago di Garda, a Basilea e a Copenhagen. Anna Grandi, che nella vita si è sempre occupata di educazione, è però categorica: «La sicurezza è la prima cosa a cui bisogna pensare, perciò i parapetti vanno messi». Lei e suo marito sperano in «un modello più carino rispetto a quelli che erano stati proposti». Matita in mano, «la variante chiara è più bella che scura». Un eventuale muretto «è da escludere perchè poco sicuro e molto scavalcabile».
D’accordo con loro è Cesare Cecconi: «Non mettere i parapetti è troppo pericoloso per i bambini. Mi piacevano i timoni, e credo non sia tecnicamente impossibile riproporli».
Mentre passeggia davanti alla biglietteria della Navigazione, Felice Mercogliano si unisce a chi lo ha preceduto: «Meglio proporre un modello sulla linea di quelli vecchi». La priorità però è «finire la questione».
Del resto, tolte le transenne dello storico cantiere, sono comparse altre transenne, quelle che oggi fanno da sfondo alle foto con cui i turisti raccontano il “lake Como”. Per quanto siano state presentate come provvisorie, alcune hanno avuto abbastanza tempo per danneggiarsi e cadere su se stesse.
Ad oggi, nella ricerca del bello, pare che Como, senza i suoi timoni, non sappia trovare una direzione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA