Parlare di stadio tra esperti: serata con il Pd allo Yacht Club

L’evento Stasera una conversazione sul futuro del Sinigaglia e sulle zone alternative per eventuali autosili

Como

Una serata per parlare della riqualificazione dello stadio Sinigaglia e, soprattutto, delle proposte alternative agli autosili sulla scuola Corridoni (che il sindaco Alessandro Rapinese vuole chiudere per trasformarla in un maxi parcheggio) e nell’area del Pulesin (inserito nel progetto formalizzato dal Como 1907). Una su tutte è quella del recupero della ex Stecav in tangenziale. Questa sera alle 20.30 allo Yacht Club di viale Puecher si terrà l’incontro organizzato dal Pd e che vedrà, tra i relatori, l’architetto Giuseppe Cosenza (già dirigente in Comune e prima in Provincia oltre che consulente della cosiddetta “legge sugli stadi”) e l’avvocato Lorenzo Spallino (già assessore all’Urbanistica durante l’Amministrazione Lucini), oltre al consigliere comunale del Pd Stefano Legnani in veste di moderatore. È previsto inoltre un collegamento con l’europarlamentare dem Giorgio Gori, sindaco di Bergamo per dieci anni e colui che ha gestito dal punto di vista amministrativo la riqualificazione dello stadio dell’Atalanta che, a differenza del Sinigaglia, è diventato di proprietà della società di calcio. «Abbiamo deciso di organizzare la serata – spiega il segretario cittadino del Pd Daniele Valsecchi – per dare un aiuto affinché non si crei l’ennesima situazione con un progetto che va a sbattere per incapacità dell’Amministrazione di avere una visione d’insieme. La scelta dei relatori è quella di guardare alle competenze e posso dire che si sono già fatti avanti per poter intervenire anche tanti attori interessati a quella zona: comitati, professionisti e cittadini. Stiamo riscontrando grande interesse anche perché, a differenza di quanto promesso, non è stata fatta alcuna operazione di coinvolgimento della città». Valsecchi chiude dicendo: «Il Pd da sempre è favorevole al sistemare lo stadio purché la riqualificazione venga fatta bene e che l’interesse pubblico prevalga su quello privato. Si rischia da una parte una città che si blocca, perché poi basta un ricorso e, mi spiace dirlo, abbiamo un sindaco sempre più alla frutta che ormai ha messo da parte tutte le grandi opere, che se sono ferme».

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