Parrucchieri ed estetisti, è boom. E i corsi non bastano per tutti

Formazione Alcune iscrizioni respinte da Cfp e Cias per esubero di posti Bernasconi: «Settore benessere in crescita». Cini: «Costretti a selezionare»

Troppi aspiranti parrucchieri ed estetisti in provincia di Como e le uniche due scuole che formano nel settore benessere, sono costrette a fare una selezione.

Questa la situazione a poche settimane dalla chiusura delle iscrizioni all’anno scolastico 26/27, con un trend che riconferma quanto già evidenziato nel 2025. Se il settore cucina è ancora in sofferenza, estetica e acconciatura non riescono ad accogliere tutti i ragazzi, come evidenziano la vice direttrice del Cfp di Monte Olimpino Mariachiara Bernasconi e la direttrice di Cias Eleonora Cini.

«Confermiamo l’esubero nel settore benessere, c’è stato un incremento delle iscrizioni - sottolinea Bernasconi -. Abbiamo dovuto pubblicare i criteri di priorità e stiamo concludendo il processo di riorientamento delle ragazze che non abbiamo potuto accogliere per estetica. In acconciatura avremo due prime, proprio per l’aumento delle iscrizioni, quindi la classe raddoppia rispetto a quest’anno. Abbiamo fatto i colloqui con tutte le famiglie che sono poi state supportate una a una nel processo di riorientamento. La capienza è limitata per via della logistica, personale e laboratori».

Senza alternative

La stessa situazione al Cias e proprio il fatto di ritrovarsi senza un’alternativa, per chi resta escluso, è un grosso problema.

«Per estetica e acconciatura, in tutta la provincia siamo solo noi e Cfp - chiarisce Cini - pur avendo due sezioni di estetica e due di acconciatura, con circa 100 ragazzi, abbiamo sempre un esubero, venti allievi per settore. Si fa quindi una selezione, ma non guardiamo chi si iscrive prima, piuttosto la valutazione delle materie alle scuole medie, così come il comportamento e si fa la graduatoria. Il settore benessere è una prima scelta per i ragazzi, io faccio una riunione anche prima delle iscrizioni con i genitori, per dare loro tutte le informazioni. Se sono intenzionati a fare questo percorso e non hanno altri interessi, è giusto iniziare a rivolgersi anche ad altre province nel caso in cui si resti esclusi a Como, in modo da avere un’alternativa».

E conclude: «La situazione è così ormai da parecchi anni, i corsi del resto sono pochi. Per tutto il mondo femminile, se alle medie viene detto che si è portati per una scuola professionale, molto spesso si sceglie questo mondo. Bisogna lavorare sull’orientamento, anche per via dei social è un settore che attira molto. Noi non abbiamo mai avuto problemi di iscrizioni: pensavo che si sarebbe percepita la crisi demografica, invece no. Finiti gli studi, trovano subito lavoro: noi proponiamo dal secondo anno l’alternanza da ottobre, con due giorni la settimana in stage e questo garantisce l’esito occupazionale».

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