Pensioni, l’elenco dei lavori che evitano l’aumento dell’età pensionabile nel 2027

Novità L’Inps ha chiarito con una circolare i mestieri esenti dalle nuove misure

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Como

Mentre l’orizzonte previdenziale italiano si prepara a un nuovo slittamento automatico dei requisiti anagrafici e contributivi a partire dal 1° gennaio 2027, una platea selezionata di lavoratori potrà congelare il proprio traguardo. Ecco chi rimarrà fermo a 66 anni e 7 mesi grazie alla salvaguardia per le mansioni gravose e usuranti.

Il meccanismo di adeguamento dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita – uno dei pilastri della legge Fornero – tornerà a farsi sentire in modo lineare con l’inizio del 2027. Sulla base delle rilevazioni demografiche e dei decreti attuativi, la stragrande maggioranza dei contribuenti vedrà slittare la propria uscita sia per la pensione di vecchiaia ordinaria sia per i canali anticipati. Tuttavia, il legislatore e i successivi chiarimenti dell’INPS hanno delineato un perimetro protettivo per tutelare chi svolge le attività più faticose dell’apparato produttivo e dei servizi.

L’ancora dei 66 anni e 7 mesi: chi si salva dagli aumenti

Per chi esercita un’attività catalogata come “gravosa” o “usurante”, il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia resterà cristallizzato a 66 anni e 7 mesi (con almeno 30 anni di contribuzione), beneficiando di un blocco totale degli scatti previsti per il biennio 2027-2028.

Stesso discorso vale per i lavoratori cosiddetti “precoci” (coloro che hanno accumulato almeno 12 mesi di versamenti effettivi prima del compimento dei 19 anni di età) impiegati in queste specifiche mansioni: per loro la cosiddetta Quota 41 resterà fissa a 41 anni di contributi, senza subire il prolungamento di un mese o più previsto per la generalità dei lavoratori. Con i recenti aggiornamenti dei codici ISTAT operati dall’istituto previdenziale, le categorie aventi diritto sono state mappate capillarmente dall’INPS per evitare incongruenze burocratiche al momento della presentazione delle domande.

L’elenco ufficiale delle professioni gravose tutelate

Il panorama dei lavori considerati faticosi e rischiosi spazia dai cantieri ai servizi di cura personale, passando per la logistica e le catene industriali. Di seguito vengono riportate le principali macro-categorie protette che manterranno i requisiti attuali nel 2027:

- Edilizia e Manutenzione: Operai edili, muratori, carpentieri, ponteggiatori, conduttori di macchine per la perforazione e addetti alla manutenzione delle strutture e delle strade.

- Sanità e Assistenza: Personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere organizzate su turni (compresi i notturni), operatori socio-sanitari (OSS) e addetti all’assistenza di persone non autosufficienti.

- Trasporti e Movimentazione: Conduttori di mezzi pesanti, camionisti, piloti di gru o di macchinari mobili per la perforazione, personale viaggiante dei convogli ferroviari e addetti alla logistica pesante.

- Servizi Ecologici e Pulizie: Operatori ecologici, raccoglitori di rifiuti, personale addetto alla nettezza urbana, lavatori di vetri e addetti alle pulizie industriali.

- Manifattura e Agricoltura: Operai della catena di montaggio, conciatori di pelli e pellicce, siderurgici, agricoltori e braccianti impiegati in attività ad alto impatto fisico.

- Cura della Persona e Artigianato: Estetisti, parrucchieri, pittori edili, decoratori e artigiani esposti a fatiche continuative o all’utilizzo di materiali specifici regolati dalle tabelle ministeriali.

Le grandi esclusioni che fanno discutere

Se da un lato la lista delle mansioni gravose protegge un’ampia fascia di operai, artigiani e addetti ai servizi pesanti (tra cui figurano anche categorie insospettabili come estetisti e pittori), dall’altro la linea di demarcazione tracciata dalle ultime normative lascia fuori categorie che da tempo rivendicavano lo stesso trattamento di favore.

Restano infatti esclusi dal blocco degli aumenti i vigili urbani (la polizia locale, il cui regime anagrafico subirà i normali incrementi) e il personale docente delle scuole medie e superiori. In ambito scolastico, l’unica eccezione confermata riguarda i maestri ed educatori degli asili nido e della scuola dell’infanzia, che mantengono lo status di lavoratori gravosi per l’impegno psicofisico connesso alla cura della primissima infanzia.

Requisiti stringenti: non basta la qualifica

L’inclusione teorica nella lista ministeriale non garantisce automaticamente lo sconto anagrafico. L’INPS richiede infatti che l’attività gravosa sia stata svolta per un periodo minimo stabilito dalla legge, a dimostrazione della continuità del disagio lavorativo. Nello specifico, la mansione faticosa deve essere stata esercitata per almeno sette anni negli ultimi dieci di vita lavorativa, oppure per almeno sei anni negli ultimi sette prima del pensionamento. Questo vincolo serve a certificare che l’usura psicofisica sia reale e strutturale nel segmento finale della carriera del lavoratore.

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