Perdere peso con i farmaci. L’allarme: «C’è un abuso»

Medicinali Nella nostra provincia sono 38mila i pazienti cronici con il diabete

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I nuovi farmaci anti diabete e obesità «non sono una scorciatoia per dimagrire».

Nella nostra provincia ci sono circa 38mila pazienti cronici con il diabete, l’8% della popolazione infantile secondo le ultime ricerche dell’Ats è a rischio obesità. Il nostro territorio, a proposito di spesa farmaceutica, spende sempre di più, circa 200 milioni l’anno in medicinali tra ospedali e territorio, le nuove classi di farmaci pesano molto sui bilanci.

Compresi i farmaci a base di semaglutide, riconosciuti gratis via ricetta per i diabetici, ma che al contempo fanno dimagrire in fretta. Dunque per tutta l’Italia Aifa, l’agenzia del farmaco, ha pubblicato una guida per richiamare ad un corretto utilizzo di questi costosi presidi.

Modi d’uso ed effetti

Nello spiegare benefici, modi d’uso, effetti indesiderati, senza mistero il presidente dell’Aifa Robert Nisticò dice che queste medicine «non vanno mai intese come scorciatoie prive di rischi a un corretto stile di vita». In questi ultimi mesi centinaia di pazienti comaschi con il diabete si sono trovati ad assumere queste medicine perdendo in breve tanti chili, ma saranno così incentivati a fare prevenzione e a rispettare sani comportamenti alimentari?

«No, questa gente deve abituarsi a mangiare poco – dice Silvio Garattini, farmacologo fondatore dell’Istituto Mario Negri –, c’è un abuso, un eccessivo utilizzo di questi medicinali, spesso prescritti dai medici per accontentare persone in sovrappeso, spinte dalla pubblicità di queste scatole costose e poco sostenibili per il sistema sanitario. Comprendo i pazienti diabetici sopra ai 120 chili, bisognosi di calare e ritrovare corretti comportamenti a tavola. Meno chi ha un diabete monitorato e deve perdere poco peso. Esistono anche controindicazioni cui fare attenzione».

Mercato nero

Tempo fa c’era la corsa online e sul mercato nero per comprare queste scatole costose. Ancora oggi chi non ha accesso gratuito in qualità di diabetico, pur di dimagrire, cerca canali alternativi per acquistare iniezioni o pillole.

«Una scatola di questi medicinali ci costa qualche centinaio di euro – ragiona Marialuigia Mottes, coordinatrice lombarda delle associazioni per diabetici –, non vanno usati con leggerezza, i medici con competenza devono prescriverli in scienza e coscienza. Dare questi farmaci può non incentivare i corretti stili di vita, tanto, si è portati a pensare, si può perdere peso anche senza fare sacrifici. Da noi arrivano perfino persone che chiedono l’esenzione da diabete per avere accesso a questi presidi». Negli ultimi mesi sono stati poi messi in commercio farmaci con lo stesso principio, ma alternativi. Si ricorda che per la cura dell’obesità i medici possono prescrivere questi farmaci che però non vengono rimborsati.

«Ci sono ancora persone che assumono questi farmaci senza controllo - dice Laura Molteni, endocrinologa dell’ospedale di Erba –, che confessano candidamente di aver comprato le scatole chissà dove. Intanto va detto che non bastano questi medicinali per dimagrire senza diete e movimento. Ma comunque bisogna seguire corretti stili di vita e la prescrizione dei medici. Ci sono indicazioni rigorose alle quali attenersi, a proposito di diabete e di massa corporea, sempre uniti a comportamenti responsabili».

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