Piazza e lungolago sott’acqua: «Colpa dei tombini otturati»

Il caso La rivelazione dell’assessore regionale: «Erano ostruiti dai rami». Attesa per l’incontro con il sindaco e per la risoluzione del nodo parapetti

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Ancora un violento acquazzone in città e ancora una volta il lungolago davanti a piazza Cavour è diventato impraticabile a causa della presenza d’acqua e martedì sera è stato completamente chiuso al transito alle 19.45 con parziale riapertura a una corsia un’ora più tardi e con ripristino integrale della viabilità alle 21.

Tanti comaschi si chiedono però cosa stia succedendo e quale sia l’utilità delle paratie e delle vasche al di sotto della passeggiata.

Innanzitutto non si è trattato di un’esondazione in quanto non è il lago ad essere uscito (il marciapiede era perfettamente percorribile), ma si è trattato di acqua che si è accumulata nei tombini senza scaricare da nessuna parte. Sulla questione a precisa domanda è intervenuto l’assessore regionale agli Enti locali Massimo Sertori, che si è occupato della partita del lungolago portando a termine il cantiere. «Ieri sera (martedì, ndr) - le parole di Sertori - a seguito dell’allagamento di piazza Cavour, ho verificato con i tecnici che l’altezza del lago era a + 80 centimetri e, dopo la consultazione con gli stessi, abbiamo confermato che il problema non poteva essere dovuto all’altezza del lago e pertanto non aveva nessuna pertinenza con l’utilizzo delle pompe». E poi spiega ulteriormente l’accaduto: «A conferma di quanto asserito, nel momento in cui sono state liberate le caditoie presenti in piazza Cavour da alcuni rami e vegetazioni che ne ostruivano l’ingresso dell’acqua, caduta in abbondanza a seguito dei temporali, in pochi minuti piazza Cavour si è liberata completamente dall’acqua».

In sintesi la colpa erano i tombini otturati secondo quanto riferiscono da Regione Lombardia.

Da quanto si apprende era stata comunque in via precauzionale allertata l’azienda di Venezia che ha eseguito i lavori e che al momento è - in attesa della formalizzazione degli accordi di consegna dell’opera - l’unica titolata a mettere in funzione le idrovore, ma non è stato necessario farla arrivare a Como in quanto il problema era di natura diversa. Il nodo della gestione verrà affrontato e risolto a breve.

«Nei prossimi giorni – ha aggiunto Sertori - è previsto un incontro con il sindaco di Como Rapinese, nell’ambito del quale ci sarà un confronto anche in relazione alla consegna dei lavori ultimati e collaudati, nonché la soluzione, spero definitiva, dei parapetti».

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