«Pigri e viziati a chi?» La meglio gioventù fa bello il Leto Festival

Olgiate In 1.500 all’evento tra Medioevo e Villa Camilla. Associazioni e scuole insieme: è stato un successo. Burcheri: «La realtà è molto diversa dagli stereotipi»

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Olgiate Comasco

Arte, giovani e territorio al centro della terza edizione del Leto festival.

Da venerdì a ieri la kermesse per i giovani creata dai giovani, a cura del Teatro dei Sussurri, ha riunito al Medioevo e al parco di Villa Camilla non meno di 1.500 persone.

Trentacinque stand, quaranta partner, cinquanta giovani impegnati nell’organizzazione.

Un lavoro di squadra

Coinvolte diverse scuole: gli studenti del liceo artistico dell’Isis Setificio “Paolo Carcano” hanno creato le installazioni in auditorium; le classi terze e quarte dell’Enfapi di Lurate Caccivio hanno partecipato a un percorso teatrale semestrale di espressività e consapevolezza sul tema degli stereotipi, i cui frutti sono stati centrali nell’evento inaugurale del festival; gli alunni della scuola media di Olgiate hanno scritto messaggi con consigli rivolti agli adulti.

I giovani che hanno partecipato al contest promosso dalla “Casa dei colori” di Olgiate hanno invece realizzato le illustrazioni della parte grafica del festival.

L’energia dei giovani ha creato comunità, resistenza creativa e restituito una immagine più onesta rispetto alla narrazione di una generazione superficiale, fragile, smarrita.

I giovani hanno desideri forti e idee chiare, basta dare loro spazi e strumenti per partecipare al presente e costruire il futuro. Lo ha dimostrato il laboratorio creativo intitolato, provocatoriamente: «“Voi giovani siete tutti viziati”. Se continuate, a dirlo cominceremo a crederci».

Ragazzi, amministratori comunali, associazioni giovanili, enti del terzo settore e cittadini hanno lavorato per decostruire gli stereotipi sulle nuove generazioni: pigri, alcolizzati, dediti alle droghe leggere, attaccati al telefono, pecoroni, vittimisti e depressi.

Partendo dai manifesti realizzati nel progetto “Giovani Wannabe” a cura di Noau officina culturale, i partecipanti hanno fornito un altro punto di vista sui pregiudizi contenuti nelle opere, attraverso il dialogo e la creatività.

Alla kermesse erano presenti anche gli stand creativi di Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione, Anemos Italia, e del cartomante Luca Monteleone.

«Abbiamo creato slogan, andando a lavorare sulle sfaccettature dello stereotipo per far capire che non tutto è catalogabile e far passare soprattutto il messaggio che nessun giovane è tutto in un modo o in un altro – spiega Annalisa Burcheri, direttrice artistica del Leto Festival – Accettare le sfaccettature del mondo permette di fare dei passaggi in più».

Non meno coinvolgente la mostra “30 senza Lode” curata da Agorà 97. Partendo dalle testimonianze di trenta ragazzi raccolte in forma anonima, in cui sono emerse storie di situazioni imperfette o disagio, trenta artisti hanno trasformato le fragilità e il desiderio di riconoscimento dei giovani in opere d’arte. Un invito all’ascolto senza giudizio e alla valorizzazione delle fragilità.

Sabato il parco di Villa Camilla, trasformato dall’intervento artistico di giovani e studenti del territorio, si è animato con stand di diverse realtà del territorio, laboratori di teatro, arte, musica, danza, area bimbi, performance, drum circle con Agorà 97, danzaterapia ed esibizione acrobatica aerea.

Anche cibo e musica

Spazio anche alla convivialità e divertimento con lo stand food a cura della Pro loco e i concerti che hanno tenuto banco sia venerdì che sabato sera, dove si sono avvicendati sul palco band giovanili del territorio: Løst Brøthrs, Loste, Menagrama, Fitza e HornyTooRinchos. Ieri chiusura nel segno dell’amicizia, con un pranzo dedicato alla rete giovanile e agli organizzatori del Leto festival.

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