Piscine, in Ticino bastano 2 franchi
Confine. Impietoso il confronto con Mendrisio, che applica diversi sconti vantaggiosi per tutti. Mentre aumentano le tariffe di Casate, in Ticino un tuffo in pausa pranzo costa poco più di 2 euro
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Mentre il territorio comasco è stretto nella morsa di un caldo da record che toglie il respiro (anche se le previsioni dicono che passerà), per trovare un po’ di refrigerio a prezzi accessibili sembra proprio che si debba guardare oltreconfine. Ha dell’incredibile, infatti, il confronto con la vicina Svizzera: nella piscina comunale di Mendrisio, un tuffo veloce nella pausa pranzo, tra le 12 e le 14 dal lunedì al venerdì, costa solamente due franchi.
Si tratta di poco più di due euro, una tariffa estremamente democratica e “stracciata”, che viene applicata anche per l’ingresso serale dopo le 17.30. Un prezzo che fa letteralmente impallidire i listini delle strutture di casa nostra, aprendo una profonda riflessione di carattere sociale sul diritto al benessere.
La realtà comasca racconta purtroppo tutta un’altra storia. Bisogna evidenziare che la questione non è legata al solo impianto di Casate: l’ondata inflazionistica e l’impennata generale dei costi operativi, dalle forniture energetiche e della manutenzione, hanno costretto i gestori di qualunque struttura pubblica e privata sul territorio a ritoccare i prezzi verso l’alto per far quadrare i bilanci.
A Como, tuttavia, l’introduzione delle nuove tariffe ha generato un forte malcontento tra i frequentatori. Per fare lo stesso bagno veloce in pausa pranzo a Casate, nella fascia oraria dalle 10 alle 14, un adulto deve sborsare 7 euro. Se invece si opta per l’impianto Sinigaglia, il singolo ingresso da un’ora e mezza tocca gli 8 euro, con abbonamenti da dieci ingressi che arrivano a 70 euro.
Proprio su questo divario si è innestata la dura reazione delle opposizioni politiche e dei cittadini. Il coro di protesta è unanime: la piscina pubblica non può e non deve trasformarsi in un bene di lusso. Con il biglietto giornaliero intero di Casate arrivato a 13 euro e il ridotto a 7 euro per i bambini dai 3 ai 12 anni e per gli over 65, una famiglia tipo con due figli si trova a dover spendere 40 euro di soli ingressi per passare una giornata insieme.
Una cifra spropositata a cui vanno sommati i costi accessori, che rende la spesa insostenibile per molti bilanci familiari. Secondo diversi partiti dell’opposizione in un periodo di temperature record l’accesso all’acqua rappresenta un vero e proprio bisogno primario di salute. Negare un sollievo accessibile significa colpire le fasce più deboli.
Le famiglie fanno fatica a permettersi una giornata di relax e il confronto con i due franchi svizzeri dimostra che una gestione diversa, attenta alle esigenze della comunità e dei lavoratori, sarebbe possibile, anche in tempi difficili.
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