Processo per la morte di Ramona: «Daniele Re seminfermo di mente»
Veniano Oggi si riapre la Corte d’Assise. Lo psichiatra: «Soffre di deliri ed è socialmente pericoloso». Se i giudici dovessero accogliere le conclusioni del perito, pena ridotta in caso di condanna
Lettura 1 min.Daniele Re, l’uomo a processo con l’accusa di aver ucciso la sua compagna, Ramona Rinaldi, e di averne simulato il delitto, era seminfermo di mente quando la donna è stata trovata morta impiccata nel bagno della loro abitazione.
È questa la conclusione a cui è arrivato lo psichiatra incaricato dalla Corte d’Assise di Como di valutare le condizioni mentali dell’imputato. Parziale infermità, non totale, e pericolosità sociale.
L’esito della perizia
Questo l’esito della perizia affidata a Nicola Poloni. Tradotto: nella notte tra il 20 e il 21 febbraio dello scorso anno, quando Ramona è morta uccisa dal suo compagno (per l’accusa), Daniele Re era affetto da una sindrome delirante. Che avrebbe ridotto la sua capacità di intendere e di volere. Ma non del tutto, perché l’abilità dimostrata nel mettere in scena un finto suicidio in realtà avrebbe dimostrato comunque una lucidità che esclude la totale infermità di mente.
La perizia è stata formalmente depositata soltanto l’altroieri, in ritardo rispetto alle tempistiche assegnate dai giudici della Corte d’Assise. Ed è per questo motivo che oggi, quando si riapre il processo dopo la pausa estiva, non ci sarà il confronto tra il perito e i consulenti tecnici di parte.
Delle conclusioni dello psichiatra nominato dalla corte si tornerà a parlare tra due settimane. Ma se le sue conclusioni dovessero essere accolte dai giudici, per Daniele Re, in caso di condanna, si apre la possibilità di uno sconto finale della pena.
Struttura protetta
Ma anche, nello stesso istante, la certezza che, una volta terminati di scontare gli eventuali anni di reclusione, non tornerebbe subito libero ma dovrebbe trascorrere un certo periodo di tempo in una struttura protetta di riabilitazione psichiatrica. E questo perché l’esperto della Corte ha concluso che l’imputato è socialmente pericoloso.
L’esito della perizia è uno dei passaggi cruciali del processo per la morte di Ramona Rinaldi. Una morte, secondo i Carabinieri e secondo il pubblico ministero Antonia Pavan, causata dal compagno della vittima. Il quale, nella serata del 20 febbraio, avrebbe dapprima picchiato quindi strangolato e infine simulato il suicidio per impiccagione della donna.
In attesa del confronto tra perito e consulenti di parte, nella giornata di oggi saranno sentiti i Carabinieri del Ris, quindi i testimoni della parte civile e infine dovrebbe venire il turno proprio dell’imputato. Daniele Re potrebbe anche decidere di non sottoporsi all’esame, e quindi di avvalersi della facoltà di non rispondere, e limitarsi a rendere dichiarazioni spontanee.
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