Pronto soccorso sotto pressione. Colpa anche del caldo
L’allarme Ieri mattina nel reparto di emergenza urgenza dell’ospedale Sant’Anna c’era la fila, pazienti e accompagnatori in attesa anche dal giorno precedente
Lettura 1 min.Come noto dopo il fine settimana dottori e infermieri devono smaltire le code, complice l’assenza dei medici di famiglia. Però guardando i volti sulle barella le alte temperature patite in queste ore stanno complicando non poco la situazione. E così all’alba c’erano 32 pazienti in attesa e 78 in trattamento. Di questi due codici rossi, 41 i codici arancioni, quindi con una urgenza importante, 36 i codici intermedi colorati di azzurro, 25 i verdi e sei i codici lievi soltanto bianchi. Anche il Valduce era dato per sovraffollato, 30 le presenze in totale, i più anziani con sincopi e mancamenti. Sotto pressione anche il Pronto soccorso di Cantù, 50 pazienti, in generale calcolando Erba e i presidi del lago nei reparti d’emergenza ieri mattina contavano oltre 240 pazienti. Una somma che è paragonabile agli accessi che si vedono durante la stagione influenzale.
I soccorritori delle ambulanze raccontano attese, tante chiamate, anche viaggi fuori provincia, dove pure anche gli altri presidi ospedalieri non mancano certo malati. Nel complesso le richieste d’aiuto tramite 118 durante l’ultima settimana di giugno secondo la Regione e Areu erano aumentate fino al 20% a livello regionale. I numeri degli accessi al Sant’Anna erano invece saliti non in maniera esplosiva, meno del 10%, esattamente 915 ingressi dal 26 al 28 giugno tra Como (573), Cantù (261) e Menaggio (81). L’impressione dei sanitari e degli accompagnatori ieri mattina presenti al Sant’Anna è che la situazione in queste ore sia diventata più difficoltosa.
Ieri mattina alcuni parenti in coda al Pronto soccorso di San Fermo della Battaglia hanno segnalato attese importanti, oltre a un via vai imponente di ambulanze e sirene. Anche internamente i sanitari confermano una mole di lavoro significativa, al netto comunque dell’ordinaria amministrazione, ovvero traumi, incidenti e altre normali patologie che non hanno collegamento con il grande caldo e l’afa.
A proposito però di caldo i medici non si stancano di suggerire ai cittadini di evitare di uscire nelle ore più roventi, di non fare attività fisica sotto al sol leone, di idratarsi tanto e di frequente, insomma i soliti consigli di buon senso che però possono valere un ricovero in meno in ospedale e che, purtroppo, non sempre vengono ascoltati.
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