Quarantamila api in centro: «Cercavano una nuova casa»

Viale Masia. Secondo l’esperto questo è il periodo della sciamatura: «In questa fase sono molto docili. Non c’è pericolo»

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Giulia Giovanessi

Uno sciame di circa quarantamila api ha scelto come temporaneo “posto di ristoro” un ramo in viale Masia, all’angolo con viale Vittorio Veneto. L’insolita presenza è stata gestita in mattinata con assoluta calma e precisione in un intervento congiunto tra i Vigili del Fuoco e gli esperti: nessun pericolo per i passanti, ma solo tanta curiosità per uno spettacolo della natura.

A coordinare le operazioni di recupero è stato il caposquadra dei Vigili del Fuoco, Franco Boschetto: «C’era uno sciame d’api imponente su un ramo, a circa tre metri d’altezza. L’apicoltore ci ha chiesto assistenza perché da terra era impossibile raggiungerlo in sicurezza. Siamo intervenuti con l’autoscala: abbiamo prelevato il glomere e ora attendiamo che tutte le api rientrino nella cassetta, attirate dai feromoni dell’ape regina».

A lanciare l’allarme è stato Filippo Zerboni, medico nella vita quotidiana ma apicoltore amatoriale per passione, avvisato da un amico che aveva notato l’anomala concentrazione di insetti. «Si trattava di una palla grossa, circa 30-40mila api - spiega Zerboni -. Questo è il periodo della sciamatura. Quando la famiglia sta bene ed è popolosa, alleva una nuova regina. A quel punto, la vecchia sovrana lascia l’alveare con metà della popolazione per cercare una nuova casa». Il ramo di viale Rosselli è stato scelto come “hub” temporaneo, in attesa che le api esploratrici trovassero una sistemazione definitiva. Nonostante il forte traffico della zona e la vicinanza allo stadio, la situazione è rimasta sotto controllo. «In questa fase le api sono molto docili - rassicura l’apicoltore - perché prima di partire fanno scorta di miele e non hanno un nido da difendere. Certo, trattandosi di una strada pubblica e ad un’altezza elevata, l’intervento da solo non era gestibile».

Le operazioni si sono concluse con successo e senza punture. Lo sciame, che si era posizionato sul ramo nella mattinata del 31 maggio, ha trovato finalmente la sua nuova “casa” grazie alla sinergia tra la competenza tecnica dei pompieri e la passione degli apicoltori, regalando alla città una lezione di ecologia a cielo aperto.

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