Quartiere dello sport di Muggiò. Clamoroso stop del Comune

La scelta Progetto bocciato dopo il parere negativo del dirigente del settore Opere pubbliche. L’amministrazione vuole continuare a seguire la strada del partenariato pubblico-privato

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Il progetto del nuovo quartiere dello sport di Muggiò (che includeva piscine, palazzetto e nuovo assetto viabilistico) è stato bocciato dalla giunta guidata dal sindaco Alessandro Rapinese nella seduta di mercoledì pomeriggio. Alla base della decisione il parere del dirigente Luca Noseda che ha certificato la non sussistenza dell’interesse pubblico nel portare avanti l’intervento che era stato presentato pubblicamente dal primo cittadino il 6 marzo del 2025, ma formalmente depositato dai privati il 13 dicembre 2024.

In quell’occasione si era parlato dell’avvio ai lavori (della durata di 30 mesi) all’inizio del 2027. In pratica non ci sono le condizioni per portare avanti il piano, in modo particolare per quanto riguarda l’aspetto finanziario e contrattuale. La giunta ha infatti deliberato di «dare atto che, sulla base di quanto emerso dalla relazione del dirigente del settore Opere pubbliche del 23 settembre, non sussistono i presupposti per il riconoscimento dell’interesse pubblico della proposta».

Questo vuol dire un clamoroso stop al gigantesco project financing di demolizione, ricostruzione e poi manutenzione e gestione degli impianti per vent’anni presentato a Palazzo Cernezzi nel 2025 e composto da due lotti. Il primo da 24 milioni con palazzetto dello sport (con tribune, palestra, spogliatoi, depositi, reception con bar e aule studio, sale riunioni e terrazza), piazza, parco giochi e sovrappasso sulla Canturina e il secondo da 31,3 milioni per il centro natatorio (otto vasche tra interno ed esterno con quella polifunzionale e lo spray park).

La delibera

Nella delibera viene citata la relazione di Noseda specificando che «l’istruttoria ha dato esito positivo per i profili tecnico-architettonici e funzionali mentre ha evidenziato criticità contrattuali ed economico-finanziarie in relazione alla riconducibilità dell’operazione al partenariato pubblico privato». Contestualmente l’amministrazione ha dato agli uffici l’indirizzo di continuare a seguire la strada del partenariato pubblico-privato andando quindi a rivolgersi nuovamente ai privati sulla base di tre paletti: che sia coerente «con le indicazioni di Eurostat in relazione alla contabilizzazione ‘fuori bilancio’ della complessiva operazione economica relativa al partenariato» e ancora che chieda un contributo pubblico a carico dell’ente pari a 25 milioni Iva inclusa (quello che era stato accantonato con variazione di bilancio per l’intervento “bocciato”) e infine che «non abbiano riflessi sul bilancio dell’ente nel caso di mancato ottenimento di eventuali incentivi».

Ipotesi future

Impossibile ora prevedere cosa accadrà per Muggiò e se e quando verrà depositato un nuovo progetto (eventualmente anche da parte del gruppo attuale, ovviamente modificato) che richiederebbe, comunque, la ripartenza di tutto l’iter burocratico per arrivare a una possibile approvazione. La certezza è che la piscina chiusa dal 2019 resterà così a lungo. Rapinese aveva nel 2022 parlato della possibilità di riapertura in tempi brevi grazie a una ristrutturazione, ma poi le cose si erano complicate.

Nel 2023 era stato ritirata la pubblica utilità data dalla giunta Landriscina al project di Nessi & Majocchi e si era poi arrivati alla presentazione dell’ultimo progetto un anno e mezzo fa. Ora un altro stop.

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