Rapinese abbandona la storica trasmissione di Etv: «Mancanza di stima».

Televisione. Dopo più di vent’anni si chiude bruscamente lo spazio del venerdì sera dedicato al confronto diretto tra il sindaco e cittadini. La replica di Bambace: «Porte aperte, ma non siamo ai suoi comodi»

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Como

Lo storico formato televisivo Etg+ Sindaco, appuntamento fisso del venerdì sera su Etv per oltre venti anni, viene cancellato con effetto immediato. A far saltare il banco è stato il primo cittadino Alessandro Rapinese, che ha comunicato alla redazione la volontà di non presentarsi più negli studi, sostenendo che sarebbero «venute meno le condizioni» per proseguire il rapporto.

Rapinese ha motivato la rottura adducendo una mancanza di «reciproca stima». Un’uscita che ha innescato la replica immediata del direttore dell’emittente, Andrea Bambace. Durante il telegiornale di ieri sera, giovedì 17, Bambace ha spiegato la situazione: «Da domani la trasmissione Etg+ Sindaco non andrà più in onda. Sospesa con effetto immediato. E non per scelta nostra. Per trasparenza nei confronti dei telespettatori, è opportuno spiegare cosa è accaduto. Oggi, 17 settembre, il sindaco di Como Alessandro Rapinese ci ha informato che non avrebbe più partecipato perché “sono venute meno le condizioni per continuare. Incuriositi, abbiamo chiesto a Rapinese quali fossero queste condizioni (posto che le condizioni per fare una trasmissione tv dovremmo conoscerle abbastanza bene, almeno tanto quanto il sindaco, che ci risulta faccia un altro lavoro). “Reciproca stima”, ha risposto lui. Primo: una trasmissione tv non è questione di stima, simpatia o amicizia. Non è una pizza tra coscritti. E’ un momento professionale».

Il direttore ha rivendicato con forza l’imparzialità della linea editoriale mantenuta in questi quattro anni e mezzo, sottolineando come a essere cambiato non sia stato il canale, ma il clima politico cittadino, diventato sempre più esasperato e polarizzato. Secondo Bambace, documentare questo irrigidimento ha evidentemente infastidito la giunta. Per l’emittente, l’addio del primo cittadino comporta l’impossibilità di proseguire con un format basato sul contatto diretto tra amministrazione e telespettatori, ma l’emittente chiarisce di non voler rincorrere nessuno: «Non preghiamo il sindaco: si pregano solo i santi e Rapinese non ci risulta lo sia. Se vuole venire, i nostri studi restano aperti, altrimenti amen, non ci sono contratti a vincolarlo. Certo, per me un impegno preso vale più di una firma, ma ognuno gestisce le cose a modo suo».

Infine, Bambace ha avanzato delle speculazioni sulle reali motivazioni che avrebbero spinto Rapinese ad abbandonare il tavolo proprio in questo momento. «La ritirata di Rapinese dalla tv arriva proprio il giorno dopo il verdetto a lui sfavorevole del Consiglio di Stato sulla scuola Corridoni, che lui vuole chiudere per tirar su un autosilo. Un passaggio politico complesso, nel quale il sindaco è rimasto incagliato. Ecco, chi non crede alle coincidenze penserebbe che Rapinese sia in difficoltà a spiegare la situazione non con un video selfie sui social ma in diretta tv, con una giornalista e le telefonate da casa. Noi no. Noi crediamo fermamente nelle coincidenze. Anzi. Le coincidenze sono il modo di Dio per rendersi anonimo agli occhi degli uomini. Mi piace pensare sia così».

«Porte aperte, dunque, ma niente porte girevoli: non si entra e si esce dagli studi a seconda della propria convenienza del momento», ha concluso Bambace.

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