Rapinese all’ultimo anno di mandato: la sfida è “blindare” le maxi opere

Verso il voto Prima delle elezioni nessun cantiere su Ticosa, Muggiò e stadio Sinigaglia. L’obiettivo dichiarato è completare gli iter procedurali per rendere i progetti “irreversibili”

Lettura 2 min.

Ha rivendicato il «coraggio» nell’aver portato avanti scelte impopolari («non mi sarei perdonato di avere paura») citando ad esempio quelle sui parcheggi e sui tavolini e di «non aver seguito il consenso», ma ha anche ammesso che sui grandi temi come Ticosa, Muggiò (piscina e palazzetto) e stadio Sinigaglia non arriverà ad aprire nessun cantiere prima della fine del mandato, tra un anno esatto.

L’auto bilancio

Il sindaco Alessandro Rapinese in diretta su Etv ha tracciato un bilancio dei suoi quattro anni da primo cittadino che cadono proprio oggi. È infatti sindaco di Como dal 29 giugno 2022, quando fu eletto al ballottaggio solo con la sua lista civica senza partiti. E quattro anni dopo e a 12 mesi dalla conclusione del suo mandato e dalle nuove consultazioni elettorali in cui si ricandiderà, sulle maxi opere ha virato l’obiettivo iniziale dei cantieri puntando ora ad arrivare all’approvazione di tutti i progetti, almeno sulla carta.

Nessuna opera finita e nemmeno ruspe al lavoro, ma progetti approvati che userà in campagna elettorale per chiedere nuovamente fiducia agli elettori per un secondo mandato alla guida di Palazzo Cernezzi in modo da poterli completare. «Dubito che tra un anno ci saranno dei cantieri perché sono procedure molto lunghe. A me interessa – ha dichiarato – su Muggiò, Ticosa e stadio fare in modo che i percorsi avviati siano irreversibili alla scadenza del mio incarico. Lo scopo è arrivare alla fine della procedura in modo che chi arriverà dopo di me non potrà comunque cambiare nulla». Arrivare quindi a concludere i passaggi burocratici per Ticosa e Muggiò, che aveva nel programma elettorale come pure per lo stadio per il quale il pallino è soprattutto nelle mani del Como 1907.

Il nodo Ticosa

«Su Ticosa – ha detto - siamo in dirittura d’arrivo, ed è stato fatto con coraggio. No ad appalti pubblici come in passato, ma abbiamo iniziato un percorso con la più seria e solida realtà territoriale in un partenariato pubblico privato dove sarà il privato a realizzare l’opera. A realizzarlo e portarlo avanti sarà Acinque, che è un’azienda del territorio». Il progetto per parcheggi con copertura fotovoltaica, viabilità e hub turistico, per il quale la giunta dovrà per prima cosa dichiarare l’interesse pubblico, dovrà in ogni caso essere messo a gara. Su Muggiò ha parlato di «partner di fama mondiale», ma anche qui le procedure sono ancora complicate da portare a termine.

«Un bel ribaltone»

Rapinese ha poi fatto dichiarazioni più personali su questi quattro anni e sul futuro: «Sarò stato un buon sindaco o cattivo sindaco lo decideranno gli altri, però sono stato un sindaco. Mi sono assunto delle responsabilità e non ho giocato a nascondino. Se ho sbagliato chissenefrega, ma ho agito». E ancora: «Più di così non potevo dare, se non va bene sceglietevi un altro sindaco. Non mi sarei perdonato di avere paura, magari ho sbagliato, ma me lo perdono perché l’ho fatto con coraggio e non con il fine di creare consenso e questo lo si respira. Ho fatto ciò in cui ho creduto». Infine ha concluso dicendo che «sul consenso, che non ho mai seguito, c’è una regola aurea che dice che il consenso non va mai da chi lo vuole» e che «la città, comunque, non è più la stessa perché un bel ribaltone l’abbiamo dato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA