Rapinese replica alla filiera delle costruzioni: «Volete organizzare gli uffici? Candidatevi e vincete le elezioni»

L’affondo dei sindaco sui suoi canali social: «La mia porta è aperta ma nel mio programma elettorale era indicato che non intendevamo autorizzare facilmente nuove costruzioni. Ovvio che i costruttori non siano stati felici per la mia vittoria»

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Como

Dura replica del sindaco di Como, Alessandro Rapinese, alle associazioni di categoria e agli ordini professionali che, con una lettera, hanno chiesto un incontro urgente per superare alcune criticità ravvisate nel funzionamento degli uffici comunali che si occupano di edilizia e urbanistica. Il documento è stato inviato al sindaco, al segretario generale Roberta Beltrame, all’assessore all’Edilizia privata Maurizio Ciabattoni e al direttore dell’area Territorio del Comune, Luca Noseda, dai costruttori di Ance Como, dall’Ordine provinciale degli Architetti, dall’Ordine degli Ingegneri, dal Collegio dei Geometri e dall’Ordine dei Periti industriali. In particolare, i professionisti della filiera delle costruzioni evidenziano una situazione «di progressivo peggioramento dell’efficienza operativa degli uffici, con conseguenti rallentamenti e con un generale allungamento dei tempi amministrativi».

Il sindaco ha scelto di replicare, come ormai avviene regolarmente, attraverso un video pubblicato sui propri canali social, con la formula “RapiNews24” (simulazione di un telegiornale in cui Rapinese commenta la notizia del giorno). In primo luogo il sindaco si chiede per quale motivo una lettera in cui viene richiesto un incontro sia stata divulgata alla stampa: «Forse per mettermi pressione? Avete proprio sbagliato bersaglio, fare pressione a Rapinese è impossibile».

Poi arrivano gli affondi più duri: «Nel mio programma c’è sempre stato “metri cubi zero”: prima di costruire nuovi edifici a Como, occorre ristrutturare i tanti ruderi presenti; ovvio quindi che i costruttori non siano stati contenti della mia vittoria e infatti hanno certamente votato un altro candidato».

Secondo il sindaco, inoltre, il contenuto della lettera è paradossale: «Rapinese ha un ufficio proprio tra edilizia privata e urbanistica, la mia porta è sempre aperta. Perché parlate di efficienza operativa che manca? Forse perché, a differenza di quanto avveniva prima, non vi vengono dati tutti i permessi che chiedete in tempo record? Noi non siamo pagati dalla filiera dei costruttori ma dai cittadini. Quindi perché dite che gli uffici non funzionano? Se vi riferite alle pratiche per le quali l’amministrazione non ne vuole sentire parlare perché non vuole metri cubi in città, allora dovete fare una cosa: candidarvi alle prossime elezioni, vincerle e poi potrete fare tutto quello che volete. Davvero è curioso che i costruttori vogliano organizzare gli uffici comunali che devono esaminare le loro pratiche e valutarle: forse il calciatore sceglie l’arbitro o l’imputato i giudice?». E anche per quanto riguarda «l’allontanamento di professionalità» di cui parla la lettera inviata in Comune, il sindaco è chiaro: «La rotazione degli operatori è fondamentale, si chiama anticorruzione: è una prassi comune proprio per garantire ai cittadini giudizi equilibrati nell’interesse della città».

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