Rapinese replica alla Lega: «Io il capo del governo cittadino. Non sono un sindaco in balia dei partiti»

Alle accuse mosse dalla capogruppo leghista in consiglio comunale a Como, Elena Negretti, dopo l’attribuzione di nuove deleghe al primo cittadino, è arrivata via social la replica

Como

È scontro totale tra la Lega e il sindaco Alessandro Rapinese. Alle accuse mosse dalla capogruppo Elena Negretti al primo cittadino dopo la revisione delle deleghe (si è preso in carico anche Commercio e Turismo) che ha parlato della «trasformazione del Comune nel “Regno di Rapinese”», è arrivata via social la replica del sindaco che si rivolge alla consigliera chiamandola solo per nome. «Se Elena conoscesse il Testo Unico degli Enti Locali – le sue parole - capirebbe che funziona proprio così: il sindaco é il capo del governo cittadino e presidente della giunta e fa un po’ quello che gli pare. Elena, avendo vissuto l’esperienza Landriscina probabilmente preferisce i sindaci in balia dei partiti».

La leghista aveva fatto riferimento anche agli stipendi attuali dell’amministrazione, molto più alti rispetto al passato. Su questo Rapinese ha aggiunto: «Non me lo sono aumentato io, ironia della sorte me lo ha aumentato proprio il suo partito (la decisione era stata presa durante il Governo Draghi, ndr.). A me e a tutti i sindaci e assessori d’Italia, strano che si lamenti». Rapinese ha anche difeso i suoi assessori dalle accuse politiche: «Sarebbe bellissimo se Elena Negretti avesse il coraggio di andare di persona a dare dei cartonati a Cappelletti, Colombo, Doria, Roperto, Fontana, Bodero Maccabeo e Ciabattoni». Ieri ha preso posizione anche il deputato leghista Eugenio Zoffili, pubblicando sui social una foto di Rapinese con fascia e corona e la frase: «Como non è il tuo regno, i comaschi non sono i tuoi sudditi».

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