Renata music: «Ho deciso, chiudo entro il 2026». Si prepara a dire addio lo storico negozio di musica rock e metal

Como L’annuncio oggi sul profilo facebook della proprietaria Renata Morselli. Il negozio in via Collegio dei Dottori ha conosciuto grande successo da quando ha aperto nel 1992

Como

Chiuderà entro la fine del 2026 un negozio talmente storico, qui a Como, che la sua proprietaria dal 1992, Renata Morselli, è finita pure sulla Rai per raccontarlo, un anno fa. Lei è nota a tutti come “Renata music”, il nome del negozio che è stato per anni un riferimento di tutti gli amanti del rock e del metal in città. Un posto da cui tantissimi giovani comaschi sono passati per comprare dischi, vinili, biglietti di concerti e gadget delle band più amate, soprattutto in anni passati, quando la musica metal e in particolare quella proveniente dal Nord Europa avevano più successo.

Renata music in via Collegio dei Dottori chiuderà entro fine anno come annunciato oggi, venerdì 6 marzo, dalla proprietaria stessa su Facebook: «Ciao, ragazzi, ho deciso di chiudere l’attività. Non immediatamente ma entro fine 2026. E’ ora che mi dedichi a fare la nonna. Ho deciso di cominciare a svendere i cd e i dvd che ho in negozio: tutti i cd in vendita dai 18,50 ai 24 euro sono in svendita a 10 euro. Se siete interessati approfittatene a partire da oggi. Grazie, Renata».

Renata lavora con la musica fin da giovanissima: aveva 16 anni quando ha iniziato a lavorare, nel 1966, alla Standa nel reparto dischi insieme ad altri 150 dipendenti. Su Rai3 in una lunga intervista condotta da Francesca Fialdini per la docuserie “Le ragazze” aveva detto: «Il rock era la mia musica: Led Zeppelin, Santana, Joe Cocker, Who». E parlando della contestazione giovanile in cui era nata quella sua passione per il rock a Fialdini un anno fa disse: «Non ne sapevo molto. Sono arrivati degli studenti in massa, ci hanno fatto uscire e poi ci hanno buttato delle monetine. È stato veramente traumatico. Effettivamente avremmo dovuto scioperare, però ero molto critica con gente che si comportava in questo modo e non conosceva il mondo delle ragazze che a 16 anni lavoravano e andavano a scuola di sera e si facevano ‘un mazzo tanto’. Gente che parlava di cose che non conosceva e pretendeva di insegnarti cosa devi fare».

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