Residenti, il caro case frena la crescita

Statistiche Tutti i numeri Comune per Comune: la popolazione totale aumenta soprattutto grazie agli stranieri. Borghi di montagna sempre più spopolati, il patrimonio di alloggi vuoti spinge i residenti verso la cintura urbana

Como e provincia sono ancora attrattivi, a soffrire di più sono i piccoli Comuni del lago.

Negli ultimi vent’anni la bilancia demografica del nostro territorio è molto cambiata. L’età media è aumentata, la fascia degli over 80 conta 3mila cittadini in più, mentre i nuovi nati per anno sono diminuiti del 40%. Ciò nonostante la popolazione residente non si è ridotta, regge. Anzi: nel complesso è cresciuta di cinque punti percentuali. In particolare perché il contributo dato dai nuovi arrivati stranieri è tornato a salire, dopo uno stallo se non una diminuzione patita prima della pandemia in conseguenza della crisi economica. Invece nell’ultimo lustro il ritorno degli stranieri è in percentuale tornato in doppia cifra.

Il costo delle case

Nel dettaglio però il panorama è vario guardando all’interno della nostra provincia. Un capitolo a parte lo merita intanto il capoluogo. La città, che comunque rispetto al 2006 registra una piccola crescita, vede in verità una diminuzione dei residenti nell’ultimo lustro, un migliaio di residenti in meno, in particolare nelle zone più centrali. Il fenomeno però, almeno a sentire le analisi dei più esperti, sembra essere più legato al prezzo delle abitazioni rispetto a ragioni più prettamente demografiche. La stessa flessione si registra in centri vicini, votati al turismo, per esempio Cernobbio.

Il costo delle case spinge invece, secondo i dati di Ance, l’associazione dei costruttori, le nuove famiglie a prendere la residenza nella cintura urbana. Attorno a Como in effetti sono cresciuti significativamente Comuni come Montano Lucino, mille abitanti in più, in termini assoluti è cresciuto anche di più Fino Mornasco.

Lo scatto maggiore - ma attenzione: soltanto in termini percentuali - si è visto in alcuni centri relativamente secondari, da Limido Comasco a Faloppio, ma per una veloce urbanizzazione. I sindaci raccontano che questi paesi si sono sviluppati in fretta, mattone dopo mattone hanno richiamato nuovi residenti.

Cittadine intermedie come Cantù e Mariano Comense reggono, la seconda in particolare grazie a collegamenti più efficienti, come del resto nella bassa Lomazzo. Erba invece perde tre punti percentuali.

Invertire la rotta

Al contrario nell’alto lago e nelle zone più montane si sta assistendo ad un progressivo spopolamento. Nel Comasco, preso l’ultimo censimento, ci sono 99mila abitazioni vuote, non utilizzate e gran parte dei paesi più piccoli ha un numero importante di alloggi con le imposte chiuse. Contrastare questo flusso verso i grandi centri non è cosa immediata, tanto meno semplice.

Brienno, Cavargna, Colonno, Garzeno, Ponna, Zelbio, invertire la tendenza per queste comunità non è semplice visto che conta ormai qualche centinaio di residenti più o meno stabili durante il corso dell’intero anno. Ci sono comunque piccoli esempi capaci di invertire, seppur di poco, la rotta.

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