Riqualificazione verso viale Geno, i lavori partiranno il 9 marzo

Il Comune ha deciso di proseguire nonostante i quattro ricorsi al Tar che sono stati depositati

Como

C’è una data per la partenza del cantiere della zona di viale Geno, su cui il Comune ha deciso di proseguire nonostante ci siano già quattro ricorsi al Tar depositati (dalle attività commerciali affacciate su piazza De Gasperi, che sarà l’ultima ad essere interessata dalle lavorazioni) ed è quella di lunedì 9 marzo.

Per quel giorno i titolari di bar e ristoranti che si trovano in Lungo Lario Trieste partendo da piazza Matteotti dovranno liberare i marciapiedi e gli spazi pubblici da ombrelloni, sedie e tavolini.

La scelta di Palazzo Cernezzi di avviare un cantiere di quella portata in una parte di città super turistica all’inizio della stagione sta creando più di una perplessità tra gli operatori, ma anche tra i residenti e tra chi frequenta quella zona. Le previsioni degli uffici e contenute nel progetto esecutivo approvato dalla giunta a dicembre parlano infatti di sei mesi di lavori, 180 giorni per la precisione e questo vorrebbe dire – a meno di imprevisti – concludere all’inizio di settembre.

Problematica

Il sindaco Alessandro Rapinese venerdì scorso su Etv aveva dichiarato che il cantiere «sarà pronto per l’estate, stiamo studiando una problematica eventuale con quelle che possono essere le interazioni sulla piazza della funicolare, su come gestire le eventuali code. Lo scopo è finirlo e farlo, poi tutto può succedere». Evidentemente in Comune contano di poter accelerare rispetto ai sei mesi previsti, ma anche se si dovesse anticipare di qualche settimana la primavera e buona parte della stagione sarebbero comunque compromesse.

La prospettiva di ritrovarsi nei mesi più frequentati dell’anno con operai, ruspe, scavi e polvere a due passi dal lago sta, come detto, ponendo più di un interrogativo a Sant’Agostino. «Ben vengano i lavori – commenta Flavio Grisorio, titolare del Bar Lario – poiché abbelliscono e riqualificano la zona, ma si sta partendo nel periodo sbagliato. Sia io che i miei colleghi auspicavamo che si scegliesse di iniziare dopo le ferie, ad ottobre, in modo da intervenire nel periodo con minor affluenza». Grisorio conferma, come altri esercenti e come lo stesso sindaco aveva annunciato la scorsa settimana che sarebbe avvenuto, di aver ricevuto la comunicazione dal Comune sullo sgombero dei tavolini. Fa presente però che nella pec «non c’è alcuna indicazione sui tempi di esecuzione dei lavori e nemmeno sulla limitazione che avremo nel non poter utilizzare gli spazi per i quali abbiamo già pagato interamente e in un’unica soluzione il canone di occupazione».

Occupazione

In pratica hanno già pagato per poter posizionare i tavolini all’esterno dei loro locali nel corso dell’anno, ma non sanno per quanti mesi potranno effettivamente utilizzarli.

I titolari delle attività manifestano tutti «preoccupazione» per la scelta di far coincidere i lavori con l’inizio della stagione. In origine, secondo le previsioni iniziali, l’intervento di riqualificazione avrebbe dovuto iniziare a gennaio per concludersi a giugno e si sarebbe dovuti partire dalla funicolare. Ora l’indicazione è diversa. I primi operai si vedranno infatti proprio a ridosso di piazza Matteotti e si partirà dagli spazi dove ci sono i tavolini e, progressivamente, si arriverà a lago proseguendo per piccole porzioni di interventi.

Allestimento

Dopo la compartimentazione delle aree e l’allestimento del cantiere, il piano dell’amministrazione prevede che si procederà con la demolizione di pavimentazioni e massetti per avviare lo scavo per le nuove fondazioni e i sottoservizi. Questa fase sarà molto delicata e sarà seguita dalla posa delle reti in pvc e dei pozzetti per arrivare a chiusini, caditoie e griglie e infine ai cordoli e alle nuove pavimentazioni che includono asfalto, cubetti di porfido e lastre in granito.

Ultimi atti saranno il verde e l’installazione della segnaletica e dell’arredo urbano. Da piazza Matteotti, verso il lungolago, sarà creato un grande parcheggio per le moto (con alberi) e poi si proseguirà con nuova illuminazione e alberature fino ad arrivare alla funicolare dove la piazza sarà in gran parte “libera” con panchine e una pensilina davanti alla stazione. Lì, però, c’è l’incognita del Tar e dei quattro ricorsi già depositati che potrebbero non essere gli unici e che potrebbero presto essere integrati – con l’effettiva partenza dei lavori – con le richieste di sospensiva.

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