Cronaca / Como città
Venerdì 20 Febbraio 2026
Riqualificazione Viale Geno: ben quattro i ricorsi al Tar
Il caso Depositati 4 distinti ricorsi contro il progetto per l’area tra le piazze Matteotti e De Gasperi. Ora il cantiere potrebbe subire ulteriori ritardi
Il progetto di riqualificazione previsto dal Comune tra piazza Matteotti e piazza De Gasperi finisce sul tavolo dei giudici del Tar.
Sono stati infatti depositati quattro distinti ricorsi dalle attività che si affacciano sulla piazza della funicolare e che, dal progetto, vedono lo spazio esterno per i tavolini quasi scomparire rispetto alla situazione attuale. Da qui e valutata anche l’irreversibilità delle conseguenze delle lavorazioni, la decisione di portare tutti i documenti di Palazzo Cernezzi a Milano. Per il momento non è stata chiesta la sospensiva in quanto i lavori (che avrebbero dovuto iniziare a gennaio) non sono effettivamente partiti, ma ovviamente questa carta potrebbe essere giocata anche in seguito dai titolari delle attività.
I ricorsi depositati chiedono l’annullamento di una serie di atti del Comune di Como, sia della giunta (in particolare la delibera dello scorso 3 dicembre con cui è stato approvato il progetto esecutivo e quella del 30 dicembre 2024 con il documento di indirizzo), che tecnici (lo stesso progetto esecutivo, ma anche verbali e determine dirigenziali, compresa quella del 30 dicembre scorso per l’affidamento dei lavori).
Il progetto di ridisegno della zona, in realtà il primo di tre ipotetici lotti per l’intera fascia a lago fino a dopo la punta di Villa Geno, prevede come detto una modifica radicale di piazza De Gasperi con la permanenza di un numero ridottissimo rispetto a oggi di tavoli all’aperto, una pensilina davanti all’ingresso della funicolare e ancora verde e panchine in pietra senza schienale in posizioni e aree diverse dello spazio.
Esercizi commerciali
«I ricorsi – spiega l’avvocato Elisabetta Di Matteo - sono volti a tutelare l’attività di ristorazione all’aperto, collegata ai retrostanti esercizi commerciali che, a seguito dell’intervento progettato dall’amministrazione comunale, verrebbero gravemente lesi dalla drastica riduzione del numero dei tavoli esterni. Questo porta evidentemente a importanti e collegate conseguenze economiche. I ricorrenti quindi hanno legittimamente impugnato avanti al Tar gli atti inerenti al progetto».
Inoltre l’avvocato anticipa che nel merito viene anche «approfondito il fenomeno dell’utilizzo delle piazze da parte dei ristoratori come luogo di attrazione e condivisione, rievocando l’analogia con gli usi civici che nel tempo si sono trasformati in un utilizzo collettivo degli spazi pubblici».
L’amministrazione comunale si è formalmente costituita in giudizio e ora bisognerà capire quale strada, dal punto di vista operativo, deciderà di seguire. Quella più probabile, e che ha sempre contraddistinto finora la linea del sindaco Alessandro Rapinese, è procedere a meno che non ci sia uno stop da parte di un giudice o comunque di un ente esterno titolato a farlo.
Questo vorrebbe dire che il cantiere partirebbe comunque e poi, in corso d’opera, si vedranno eventuali sviluppi.
Alternativa
L’alternativa sarebbe quella di aspettare il pronunciamento del Tar, ma su questo ovviamente molto dipenderà dalla data di fissazione dell’udienza, che al momento ancora non è stata definita. A pesare saranno anche delle valutazioni sui tempi effettivi delle lavorazioni, previste in 180 giorni dall’allestimento.
Da Palazzo Cernezzi era stato previsto di arrivare ad avere il tratto fino alla funicolare trasformato per l’inizio dell’estate per evitare di ritrovarsi nel pieno della stagione turistica con un cantiere in corso dopo le vicissitudini passate che hanno interessato per anni e anni il lungolago per le paratie e con i lavori attuali ai giardini a lago.
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