Salute mentale, tante richieste in provincia. Ma ci mancano gli psichiatri
Il caso Nel tettitorio sono attivi 20 medici specialisti, ne servirebbero 30. In compenso cresce il numero degli psicologi,raddoppiati in dieci anni
Lettura 1 min.Ieri mattina in San Pietro in Atrio si è aperto il festival della salute mentale, una settimana di iniziative per sensibilizzare la popolazione a «non lasciare nessuno indietro», ha detto il direttore generale dell’Asst Lariana Luca Stucchi. «Non bisogna avere paura, chiusi i manicomi, giusto o sbagliato che sia, dobbiamo cercare di aiutare chiunque manifesti una richiesta di aiuto».
A margine della mostra allestita in via Odescalchi il racconto dell’impegno di psichiatri e medici, presenti per i primi laboratori tanti studenti delle scuole. «La domanda cresce, è vero – ha detto Nicola Poloni, primario della Psichiatria dell’Asst Lariana – forse perché c’è meno stigma, oggi si chiede più aiuto senza timore. In generale però questo periodo storico è segnato da difficoltà di tipo sociale, economico, giovani e anziani esprimono problemi di natura diversa, ma emergente. Di contro negli ultimi anni è crollato il numero di professionisti attivi, è mancata la programmazione e i giovani psichiatri sono diventati sempre meno. Noi siamo riusciti a inserire qualche nuovo psichiatra in reparto, tra ospedale e territorio siamo una ventina, certo per coprire una provincia dove vivono quasi 600mila persone dovremmo essere almeno trenta».
I numeri
La stima sul territorio lombardo è che manchi un 30% degli psichiatri necessari al fabbisogno, soprattutto nelle aree periferiche. Per avere un termine di paragone, dal Pronto soccorso del Sant’Anna passano all’anno tra i 700 e gli 800 accessi psichiatrici, pari all’1,7% del totale. Pur essendo una quota ridotta è da questo tipo di bisogni, difficili da contenere in emergenza, che si vengono ai creare le situazioni più spinose, aggressive. Da fine 2024 la Psichiatria di Cantù è chiusa per lavori, lo stesso reparto di Menaggio ha da prima definitivamente cessato le attività. Dunque il Sant’Anna da maggio 2025 ha ingrandito da 19 a 28 i posti letto ed ha l’unico grande reparto di Psichiatria della provincia. Qui la produzione è molto aumentata, mancano però presidi negli altri ospedali. Invece sul territorio, nei vari centri dislocati in provincia, le prestazioni erogate dagli specialisti sono tra le 8mila e le 9mila l’anno. Le strutture ci sono, sono sei centri ambulatoriali di cui quello cittadini gestisce un centinaio di valutazioni a settimana. Appiano, Longone e Ossuccio hanno anche una dotazione minima di letti a media intensità, si aggiungo le comunità protette. Quel che manca, come detto, è il capitale umano.
«Cresciute le richieste»
«La nostra professione invece vede un aumento dei giovani colleghi – spiega Giuseppe Napoli per l’Ordine degli psicologi – in 10 anni a Como siamo passati da circa 750 iscritti a circa 1.300. Dopo la pandemia è molto cresciuta la richiesta di psicoterapia e consulenza, per bisogni trasversali da parte di tutta la popolazione, senza distinzioni d’età. Il problema è che non tutte le cure sono accessibili, c’è un tema relativo alla gratuità, dobbiamo noi essere attenti alle fasce più deboli». L’Asst Lariana in via Napoleona ha da circa due anni avviato un primo percorso gratuito di psicologia clinica per intercettare i primi campanelli d’allarme.
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